Quaestio. Posso revocare la donazione per ingiuria?

Quaestio. Posso revocare la donazione per ingiuria?

Sė, posso revocare la donazione per grave ingiuria. Scopriamo il perchč...

Quante volte pensiamo alla donazione.... E poi scattano domande e dubbi... Ma cosa succede se mi rendo conto di volerla revocare?...

Posso farlo?

E, soprattutto, in quali casi?

Ricordiamo innanzitutto che la donazione è un contratto con il quale una parte arricchisce un'altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un'obbligazione. 

La donazione viene fatta per spirito di liberalità.

  • Posso revocarla?

Sì, la donazione può essere revocata in due casi:

a) per ingratitudine;

b) per sopravvenienza di figli.

PER INGRATITUDINE.

a) La domanda di revocazione per ingratitudine può essere proposta,

  • A) per uno dei seguenti fatti

1) quando il donatario ha commesso uno dei seguenti fatti: ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui soccessione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purchè non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale;

2) chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni dell'omicidio;

3) chi ha denunziato una di tali persone per reato punibile con l'ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; ovvero ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale.

  • B) se il donatario si è reso colpevole d'ingiuria grave verso il donante;
  • C) se il donatario ha dolosamente arrecato pregiudizio al patrimonio del donante;
  • D) se il donatario ha indebitamente rifiutato gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433 e 436 c.c.

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  • Cosa si intende per grave ingiuria?

L'ingiuria grave è un presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine: essa è caratterizzata dalla manifestazione, nel comportamento del donatario, di un durevole sentimento di disistima delle qualità morali e di irrispettosità della dignità del donante contrastanti con il senso di riconoscenza che, secondo la coscienza comune, dovrebbeo invece, improntare l'atteggiamento.

  • Tale comportamento può essere desunto da singoli accadimenti?

?No, tale presupposto non può essere desunto da singoli accadimenti che, pur risultando di per sè censurabili, per il contesto in cui si sono verificati e per una situazione oggettiva di aspri contrasti esistenti tra le parti, non possono essere ricondotti ad espressione di quella profonda e radicata avversione verso il donante che costituisce il fondamento della revocazione  della donazione per ingratitudine.

  • La violazione del dovere coniugale di fedeltà, attuata senza ritegno e fatta oggetto di pettegolezzo divertito e di scherno per il marito inttegra l'ingiuria grave e quindi può essere presupposto per la revoca della donazione per ingratitudine?

?Sì, tale comportamento giustifica la revocazione delle donazioni ricevute dal coniuge colpevole, in quanto estremamente lesiva del patrinmonio morale del donante.

  • La donazione indiretta tra coniugi si sottrae alla revocazione per ingratitudine?

?No, la donazione indiretta tra i coniugi non si sottrae alla revocazione per ingratitudine. 

  • L'azione di revocazione della donazione per ingratitudine può essere intrapresa per procura generale?

?No, in quanto ha natura personale, Tuttavia vi è la possibilità per il tutore provvisoria, previa autorizzazione del giudice tutelare di agire in revocazione in via autonoma.

  • Esiste un termine per proporre la revocazione della donazione?

?Sì, la domanda di revocazione per causa d'ingratitudine deve essere proposta dal donante o dai suoi eredi contro il donatario o i suoi eredi entro l'anno dal giorno in cui il donante è venuto a conoscenza del fatto che consente la revocazione.

PER SOPRAVVENIENZA DEI FIGLI.

Le donazioni fatte da chi non aveva o ignorava di avere figli o discendenti al tempo della donazione, possono essere revocate per la sopravvenienza o l'esistenza di un figlio o discendente del donante

  • La revocazione può essere domandata anche se il figlio del donante era già concepito al tempo della donazione?

?Sì, la revocazione può essere domandata anche se il figlio del donante era già concepito al tempo della donazione.

  • Qual'è il termine per proporre la revocazione per sopravvenienza di figli?

L'azione di revocazione per sopravvenienza di figli deve essere proposta entro cinque anni dal giorno della nascita dell'ultimo figlio nato dal matrimonio o discendente ovvero dalla notizia dell'esistenza del figlio o discendente, ovvero dall'avvenuto riconoscimento del figlio nato fuori del matrimonio.

  • Il donante può proseguire l'azione anche dopo l'eventuale morte del figlio?

?No, il donante non può proporre o proseguire l'azione dopo la morte del figlio o del discendente. 

  • Tutte le donazioni sono revocabili?

?No, non tutte. Non possono revocarsi per causa d'ingratitudine, nè per sopravvenienza di figli le donazioni remuneratorie e quelle fatte in riguardo di un determinato matrimonio. 



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