Art 639 codice penale deturpamento e imbrattamento di cose altrui »

Art. 639 Codice Penale. Deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

639. Deturpamento e imbrattamento di cose altrui (1).

Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili [c.c. 812; c.p. 624] altrui è punito, a querela della persona offesa [c.p. 120; c.p.p. 336], con la multa fino a euro 103 [c.p. 635, 649, 664, 674] (2) (3).

Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro (4).

Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro (5).

Nei casi previsti dal secondo comma si procede d’ufficio (6) (7).

Con la sentenza di condanna per i reati di cui al secondo e terzo comma il giudice, ai fini di cui all'articolo 165, primo comma, puo' disporre l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora cio' non sia possibile, l'obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attivita' non retribuita a favore della collettivita' per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalita' indicate nella sentenza di condanna.(8)

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(1) Le pene stabilite per i delitti previsti in questo articolo sono aumentate da un terzo alla metà se il fatto è commesso da persona sottoposta ad una misura di prevenzione (art. 7, L. 31 maggio 1965, n. 575, recante disposizioni contro la mafia). Vedi, anche, l'art. 25, D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, in materia postale, di bancoposta e telecomunicazioni.

(2) La multa risulta così aumentata, da ultimo, ai sensi dell'art. 113, L. 24 novembre 1981, n. 689, che modifica il sistema penale.

(3) Comma così modificato dalla lettera a) del comma 3 dell’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94. La competenza per il delitto previsto dal presente comma è devoluta al giudice di pace, ai sensi dell'art. 4, D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274 (Gazz. Uff. 6 ottobre 2000, n. 234, S.O.), come modificato dal comma 5 dell’art. 3 della citata legge n. 94/2009. Vedi, anche, gliarticoli 64 e 65 dello stesso decreto.

(4) Comma aggiunto dall'art. 13, L. 8 ottobre 1997, n. 352 e poi così sostituito dalla lettera b) del comma 3 dell’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.

(5) Comma aggiunto dalla lettera c) del comma 3 dell’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.

(6) Comma aggiunto dalla lettera c) del comma 3 dell’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.

(7) Per l'aumento della pena per i delitti non colposi di cui al presente titolo commessi in danno di persona portatrice di minorazione fisica, psichica o sensoriale, vedi l’art. 36, comma 1, L. 5 febbraio 1992, n. 104, come sostituito dal comma 1 dell’art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.

(8) Comma aggiunto dal Decreto Legge 20 febbraio 2017 n. 14 in materia di sicurezza della città.



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