Giurisprudenza | Articoli di giurisprudenza

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DIRITTO CIVILE. Risarcibilità del c.d. "fermo tecnico" a seguito di sinistro stradale. Cass. Civ. 8 maggio 2012 n. 6907.

Il danno da "fermo tecnico" deve essere liquidato in via equitativa anche in assenza di prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso effettivo a cui esso era destinato. L’autoveicolo è, difatti, anche durante la sosta forzata, fonte di spesa (tassa di circolazione, premio di assicurazione) comunque sopportata dal proprietario, ed è altresì soggetto a un naturale deprezzamento di valore.

DIRITTO TRIBUTARIO. Avere la residenza all'estero esonera dal pagamento dell'IRPEF allo stato italiano? Cass. Civ. 4 aprile 2012 n. 5382.

L’iscrizione del cittadino nell’anagrafe dei residenti all’estero non è elemento determinante per escludere la residenza fiscale in Italia, allorchè il soggetto abbia nel territorio dello Stato il proprio domicilio, inteso come sede principale degli affari ed interessi economici, nonchè delle proprie relazioni personali, non risultando determinante, a tal fine, il carattere soggettivo ed elettivo della “scelta” dell’interessato - rilevante solo quanto alla libertà dell’effettuazione della stessa, ma non ai fini della verifica del risultato di quella scelta - ma dovendosi contemperare la volontà individuale con le esigenze di tutela dell’affidamento dei terzi, per cui il centro principale degli interessi vitali del soggetto va individuato dando prevalenza al luogo in cui la gestione di detti interessi viene esercitata abitualmente in modo riconoscibile dai terzi.

DIRITTO PENALE. Alterare il contratto di assicurazione per responsabilità civile verso terzo integra il reato di truffa ai danni dello stato? Cass. Civ. 4 maggio 2012 n. 16630.

Non è configurabile il reato di truffa in quanto si tratta di un reato contro il patrimonio la cui ratio consiste nella tutela della libertà di determinazione negoziale che, per essere tale, deve essere assunta in assenza di qualsiasi atto fraudolento. Il reato in questione, è caratterizzato, sotto il profilo dell’elemento materiale, dai seguenti elementi: a) gli artifizi o raggiri; b) l’incidenza sul patrimonio della vittima. Se ad essere raggirati sono i C.C. nell’ambito di un controllo, il reato di truffa ai danni dello stato non è ipotizzabile proprio perché i C.C. non hanno il potere di compiere alcun atto di disposizione destinato ad incidere sul patrimonio del danneggiato per effetto di una libera scelta negoziale atteso che i medesimi hanno solo la funzione di accertare la violazione dell’art. 193 Cds che prevede una semplice sanzione amministrativa.

DIRITTO CIVILE. Immissioni di fumi ed esalazioni dal fondo confinante: criteri per la liquidazione del danno. Cass. Civ. 9 maggio 2012 n. 7048.

L’art. 844 c.c. impone, nei limiti della normale tollerabilità e dell’eventuale contemperamento delle esigenze della proprietà con quelle della produzione, l’obbligo di sopportazione di quelle inevitabili propagazioni attuate nell’ambito delle norme generali e speciali che ne disciplinano l’esercizio. Viceversa, l’accertamento del superamento della soglia di normale tollerabilità di cui all’articolo 844 c.c., comporta nella liquidazione del danno da immissioni, sussistente in “re ipsa”, l’esclusione di qualsiasi criterio di contemperamento di interessi contrastanti e di priorità dell’uso, in quanto venendo in considerazione, in tale ipotesi, unicamente l’illiceità del fatto generatore del danno arrecato a terzi, si rientra nello schema dell’azione generale di risarcimento danni di cui all’articolo 2043 c.c. e specificamente, per quanto concerne il danno alla salute, nello schema del danno non patrimoniale risarcibile ai sensi dell’articolo 2059 c.c.

DIRITTO DEL LAVORO. Licenziamento del lavoratore pubblico dipendente che svolge lavori incompatibili con il proprio status di dipendente. Cass. Civ. 27 aprile 2012 n. 6560.

Il licenziamento per giusta causa del lavoratore pubblico dipendente si configura nell'ipotesi di svolgimento di attività lavorativa incompatibile con lo status di pubblico dipendente, a prescindere dal requisito dell’abitualità, essendo sufficiente anche un episodio isolato.

DIRITTO AMMINISTRATIVO. Deposito del ricorso oltre il termine di decadenza: presupposti per la concessione della rimessione in termini. Cons. Stato 16 aprile 2012 n. 2139.

La rimessione in termini per errore scusabile a seguito di mancata indicazione, in seno al provvedimento impugnato, dei termini per la proposizione del gravame e dell’autorità giurisdizionale cui rivolgersi, non è configurabile in capo al destinatario dell’atto che è un soggetto qualificato, ovvero impresa del settore, dalla quale è certamente pretendibile, in omaggio ad una esigenza di diligenza minima, la conoscenza delle regole fondamentali che disciplinano il regime, anche di impugnazione, degli atti amministrativi, specie quando si tratta di provvedimenti di particolare rilievo con cui l’Amministrazione incide sulla possibilità di partecipare alle gare per l’aggiudicazione dei contratti pubblici.

DIRITTO CIVILE. Costituzione di servitù mediante regolamento condominiale: quali i limiti? Cass. Civ. 27 aprile 2012 n. 6582.

Il regolamento di condominio, per sua natura finalizzato a disciplinare l'uso dei beni comuni da parte dei condomini, non può costituire un diritto di servitù su di un bene comune in favore di un bene di proprietà esclusiva di uno dei condomini; se invero il regolamento di condominio, nel disciplinare l'utilizzazione delle cose comuni, può limitare il godimento su di esse da parte di uno o più condomini, non può peraltro restringere tale uso fino a svuotarlo di qualsiasi contenuto.

DIRITTO PENALE. Modificare la relata di notifica dell'ufficiale giudiziario integra il reato di falso materiale. Cass. Pen. 26 aprile 2012 n. 15971.

L'alterazione della relata di notifica apposta dall'ufficiale giudiziario eseguita in modo non grossolana ed evidente ma a regola d'arte, rientra nel reato di falsificazione materiale e a nulla vale un'ipotesi di recesso attivo da parte dell'agente se non l'unico scopo di evitare ulteriori pregiudizi dopo che la contraffazione era stata scoperta.

DIRITTO DEL LAVORO. Recesso da parte dell'azienda da un contratto ci collaborazione coordinata e continuativa: quali i limiti? Cass. Civ. 18 aprile 2012 n. 6039

La risoluzione per inadempimento in luogo del ricorso ad altro rimedio sinallagmatico (come l’exceptio non rite adimpleti contractus o l’exceptio inadempleti contractus) può esercitarsi nei contratti di collaborazione coordinata e continuativa purché ci si trovi in presenza di inadempimento di non scarsa importanza avuto riguardo all’interesse della parte adempiente

DIRITTO CIVILE. La quietanza di pagamento rilasciata dal notaio non può valere quale prova dell'esistenza del contratto di compravendita. Cass civ. 30 marzo 2012 n. 5158.

Per i contratti che trasferiscono la proprietà di immobili, non è sufficiente un qualsiasi documento, ma occorre che lo scritto contenga la manifestazione della volontà di concludere il contratto e sia posto in essere al fine specifico di manifestare tale volontà, con l’effetto che non vale ad integrare il contratto una dichiarazione di quietanza, che presuppone il contratto e dà la prova dell’avvenuto pagamento, ma non pone in essere il contratto stesso.