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Art. 556 Codice Penale. Bigamia.

556. Bigamia.

Chiunque, essendo legato da un matrimonio avente effetti civili, ne contrae un altro, pur avente effetti civili [c.c. 82], è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi, non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili (1).

La pena è aumentata [c.p. 63, 64] se il colpevole ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla libertà dello stato proprio o di lei [c.p. 558].

Se il matrimonio, contratto precedentemente dal bigamo, è dichiarato nullo [c.c. 117], ovvero è annullato il secondo matrimonio per causa diversa dalla bigamia, il reato è estinto, anche rispetto a coloro che sono concorsi nel reato, e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali.

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(1) Vedi l'art. 34 del Concordato reso esecutivo con L. 27 maggio 1929, n. 810; la L. 27 maggio 1929, n. 847; nonché la L. 25 marzo 1985, n. 121, di ratifica ed esecuzione dell'accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede.

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