Art. 62 Codice Penale.Circostanze attenuanti comuni.

62. Circostanze attenuanti comuni.

Attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze attenuanti speciali [c.p. 68, 114], le circostanze seguenti [c.p. 63, 65, 67, 69]:

1. l'avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale;

2. l'aver reagito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui [c.p. 587, 599] (1);

3. l'avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall'autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale [c.p. 102, 103, 104] o professionale [c.p. 105], o delinquente per tendenza [c.p. 108];

4. l'avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l'avere agito per conseguire o l'avere comunque conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l'evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuità (2);

5. l'essere concorso a determinare l'evento, insieme con l'azione o l'omissione del colpevole, il fatto doloso della persona offesa;

6. l'avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso, e, quando sia possibile, mediante le restituzioni; o l'essersi, prima del giudizio e fuori del caso preveduto nell'ultimo capoverso dell'articolo 56, adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato [c.p. 114, 118] (3).

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(1) Vedi l'art. 6, D.L. 15 gennaio 1991, n. 8, in materia di sequestri di persona a scopo di estorsione e protezione di coloro che collaborano con la giustizia.

(2) Numero così sostituito dall'art. 2, L. 7 febbraio 1990, n. 19, in tema di circostanze, sospensione condizionale della pena e destituzione dei pubblici dipendenti.

(3) La Corte costituzionale, con sentenza 4-11 dicembre 1964, n. 111 (Gazz. Uff. 9 gennaio 1965, n. 7), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità del presente numero, nella parte in cui la disposizione stabilisce che attenua il reato «l'avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso», in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. La stessa Corte, con sentenza 20-23 aprile 1998, n. 138 (Gazz. Uff. 29 aprile 1998, n. 17 - Prima serie speciale), ha dichiarato non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità della prima parte del presente numero, in riferimento all'art. 3 Cost.