Legge 1 ottobre 2012 n 172 convenzione europea per la protezione dei minori contro sfruttamento e abuso sessuale g u 8 ottobre 2012 n 235 »

Legge 1 ottobre 2012, n. 172. Convenzione europea per la protezione dei minori contro sfruttamento e abuso sessuale. G.U. 8 ottobre 2012 n. 235.

LEGGE 1 ottobre 2012, n. 172 

Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio  d'Europa  per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e  l'abuso  sessuale,
fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonche'  norme  di  adeguamento dell'ordinamento interno. 
 
Gazzetta Ufficiale n.235 del 8 ottobre 2012
 
 
Capo I
Ratifica ed esecuzione
 
Art. 1 
Autorizzazione alla ratifica 
  1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato  a  ratificare  la Convenzione del Consiglio  d'Europa  per  la  protezione  dei  minori
contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a  Lanzarote  il  25 ottobre 2007, di seguito denominata «Convenzione». 
 
Art. 2 
Ordine di esecuzione 
  1. Piena ed intera esecuzione e' data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata  in  vigore,  in  conformita'  a  quanto
disposto dall'articolo 45 della Convenzione stessa. 
 
Art. 3 
Autorita' nazionale 
  1.  In  relazione  alle  disposizioni  previste  dall'articolo  37, paragrafo 2,  della  Convenzione,  l'Italia  designa  come  autorita' nazionale responsabile al fine della  registrazione  e  conservazione dei dati nazionali sui condannati per  reati  sessuali  il  Ministero dell'interno. 
  2. Le attivita' di registrazione e di conservazione dei dati di cui al comma 1 sono svolte in conformita'  al  Trattato  concluso  il  27 maggio 2005 tra il  Regno  del  Belgio,  la  Repubblica  federale  di Germania, il Regno di Spagna, la Repubblica francese,  il  Granducato di Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi e la  Repubblica  d'Austria, relativo all'approfondimento della cooperazione transfrontaliera,  in
particolare allo scopo di contrastare il terrorismo, la  criminalita' transfrontaliera e la migrazione illegale (Trattato  di  Prüm),  reso
esecutivo dalla  legge  30  giugno  2009,  n.  85,  e  alle  relative disposizioni di attuazione. 
 
Capo II
Disposizioni di adeguamento dell'ordinamento interno

Art. 4 
Modifiche al codice penale 
  1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 157,  sesto  comma,  e'  aggiunto,  in  fine,  il seguente periodo: «I termini di  cui  ai  commi  che  precedono  sono altresi' raddoppiati per il reato di cui all'articolo  572  e  per  i reati di cui alla sezione I del capo III del titolo XII del libro  II e  di  cui  agli  articoli  609-bis,  609-quater,   609-quinquies   e 609-octies,  salvo  che  risulti  la  sussistenza  delle  circostanze attenuanti contemplate dal terzo comma dell'articolo  609-bis  ovvero dal quarto comma dell'articolo 609-quater»; 
    b) dopo l'articolo 414 e' inserito il seguente: 
    «Art.  414-bis  (Istigazione  a  pratiche  di  pedofilia   e   di
pedopornografia). - Salvo che il fatto costituisca piu' grave  reato, chiunque, con qualsiasi mezzo e con qualsiasi forma  di  espressione,
pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o  piu' delitti previsti dagli articoli 600-bis, 600-ter e 600-quater,  anche
se  relativi  al   materiale   pornografico   di   cui   all'articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 609-bis, 609-quater e  609-quinquies  e' punito con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni. 
  Alla stessa pena soggiace anche chi pubblicamente fa l'apologia  di uno o piu' delitti previsti dal primo comma. 
  Non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni  o  finalita' di carattere artistico, letterario, storico o di costume»; 
    c) all'articolo 416 e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
    «Se l'associazione e' diretta a  commettere  taluno  dei  delitti previsti dagli articoli 600-bis, 600-ter,  600-quater,  600-quater.1, 600-quinquies, 609-bis, quando il fatto e' commesso in  danno  di  un minore  di  anni  diciotto,  609-quater,  609-quinquies,  609-octies,
quando il fatto e' commesso in danno di un minore di anni diciotto, e 609-undecies, si applica la reclusione da quattro  a  otto  anni  nei
casi previsti dal primo comma e la reclusione da due a sei  anni  nei casi previsti dal secondo comma»; 
    d) l'articolo 572 e' sostituito dal seguente: 
    «Art. 572  (Maltrattamenti  contro  familiari  e  conviventi).  - Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, maltratta una persona della famiglia  o  comunque  convivente,  o  una  persona sottoposta alla sua  autorita'  o  a  lui  affidata  per  ragioni  di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte, e' punito con la reclusione da due a sei anni. 
  La pena e' aumentata se il fatto e' commesso in  danno  di  persona minore degli anni quattordici. 
  Se dal fatto deriva una lesione  personale  grave,  si  applica  la reclusione  da  quattro  a  nove  anni;  se  ne  deriva  una  lesione
gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne  deriva  la morte, la reclusione da dodici a ventiquattro anni»; 
    e) all'articolo 576: 
      1) al primo comma, alinea, le parole: «la pena di  morte»  sono sostituite dalle seguenti: «la pena dell'ergastolo»; 
      2) il numero 5) del primo comma e' sostituito dal seguente: 
      «5) in  occasione  della  commissione  di  taluno  dei  delitti previsti dagli articoli 572, 600-bis, 600-ter, 609-bis, 609-quater  e 609-octies»; 
      3) nella rubrica, le parole: «Pena di  morte»  sono  sostituite dalla seguente: «Ergastolo»; 
    f) all'articolo 583-bis, dopo il  terzo  comma,  e'  inserito  il seguente: 
    «La condanna ovvero l'applicazione della pena su richiesta  delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale per il
reato di cui al presente articolo  comporta,  qualora  il  fatto  sia commesso dal genitore o dal tutore, rispettivamente: 
      1) la decadenza dall'esercizio della potesta' del genitore; 
      2) l'interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente  alla tutela, alla curatela e all'amministrazione di sostegno»; 
    g) l'articolo 600-bis e' sostituito dal seguente: 
    «Art. 600-bis  (Prostituzione  minorile).  -  E'  punito  con  la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.000 a  euro 150.000 chiunque: 
      1) recluta o induce alla  prostituzione  una  persona  di  eta' inferiore agli anni diciotto; 
      2) favorisce,  sfrutta,  gestisce,  organizza  o  controlla  la prostituzione di una persona di eta' inferiore  agli  anni  diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto.  
  Salvo che il fatto costituisca piu' grave  reato,  chiunque  compie atti sessuali con un minore di eta' compresa tra i  quattordici  e  i diciotto anni, in cambio  di  un  corrispettivo  in  denaro  o  altra utilita', anche solo promessi, e' punito con la reclusione da  uno  a sei anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000»; 
    h) all'articolo 600-ter: 
      1) il primo comma e' sostituito dal seguente: 
      «E' punito con la reclusione da sei a  dodici  anni  e  con  la multa da euro 24.000 a euro 240.000 chiunque: 
        1) utilizzando minori di anni diciotto, realizza esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produce materiale pornografico; 
        2) recluta o induce minori di anni diciotto a  partecipare  a esibizioni o spettacoli pornografici ovvero dai  suddetti  spettacoli trae altrimenti profitto»; 
      2) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: 
      «Salvo che il fatto  costituisca  piu'  grave  reato,  chiunque assiste a esibizioni o spettacoli pornografici in cui siano coinvolti minori di anni diciotto e' punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000. 
  Ai fini di cui al presente articolo  per  pornografia  minorile  si intende ogni rappresentazione, con  qualunque  mezzo,  di  un  minore
degli anni diciotto coinvolto in attivita' sessuali esplicite,  reali o simulate, o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di  un
minore di anni diciotto per scopi sessuali»; 
    i) l'articolo 600-sexies e' abrogato; 
    l) l'articolo 600-septies e' sostituito dal seguente: 
    «Art. 600-septies (Confisca).  -  Nel  caso  di  condanna,  o  di applicazione  della  pena  su   richiesta   delle   parti   a   norma dell'articolo 444 del codice  di  procedura  penale,  per  i  delitti previsti dalla presente  sezione,  nonche'  dagli  articoli  609-bis, quando il fatto e' commesso in danno di un minore di anni diciotto  o il reato e' aggravato dalle circostanze di cui all'articolo  609-ter, primo comma, numeri  1),  5)  e  5-bis),  609-quater,  609-quinquies, 609-octies, quando il fatto e' commesso in danno di un minore di anni diciotto  o  il  reato  e'  aggravato  dalle   circostanze   di   cui all'articolo  609-ter,  primo  comma,  numeri  1),  5)  e  5-bis),  e 609-undecies, e' sempre  ordinata,  salvi  i  diritti  della  persona offesa alle restituzioni e al risarcimento dei danni, la confisca dei beni che costituiscono il prodotto,  il  profitto  o  il  prezzo  del reato. Ove essa non sia possibile, il giudice dispone la confisca  di beni di valore equivalente a quelli che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e di cui il  condannato  abbia,  anche indirettamente  o  per  interposta  persona,  la  disponibilita'.  Si
applica il terzo comma dell'articolo 322-ter»; 
    m) dopo l'articolo 600-septies sono inseriti i seguenti: 
    «Art. 600-septies.1 (Circostanza attenuante). -  La  pena  per  i delitti di cui alla presente sezione e' diminuita da  un  terzo  fino alla meta' nei confronti del concorrente che si adopera  per  evitare che l'attivita'  delittuosa  sia  portata  a  conseguenze  ulteriori, ovvero aiuta  concretamente  l'autorita'  di  polizia  o  l'autorita' giudiziaria nella raccolta di prove decisive per  l'individuazione  o la cattura dei concorrenti. 
    Art.  600-septies.2  (Pene  accessorie).  -   Alla   condanna   o all'applicazione  della  pena  su  richiesta  delle  parti  a   norma dell'articolo 444 del  codice  di  procedura  penale  per  i  delitti previsti dalla presente sezione e per il delitto di cui  all'articolo 414-bis del presente codice conseguono: 
      1) la perdita della potesta' genitoriale, quando la qualita' di genitore e' prevista quale circostanza aggravante del reato; 
      2) l'interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente  alla tutela, alla curatela o all'amministrazione di sostegno; 
      3) la perdita del diritto agli alimenti  e  l'esclusione  dalla successione della persona offesa; 
      4)   l'interdizione    temporanea    dai    pubblici    uffici;
l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di  anni  cinque  in seguito alla condanna alla reclusione da tre  a  cinque  anni,  ferma
restando, comunque, l'applicazione  dell'articolo  29,  primo  comma, quanto all'interdizione perpetua. 
  La condanna o l'applicazione della pena su richiesta delle parti  a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale  per  uno  dei
delitti previsti dalla presente sezione  e  per  il  delitto  di  cui all'articolo 414-bis del presente codice, quando commessi in danno di
minori, comporta in ogni caso l'interdizione  perpetua  da  qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche' da ogni ufficio
o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate abitualmente da minori. 
  In ogni  caso  e'  disposta  la  chiusura  degli  esercizi  la  cui attivita' risulta finalizzata  ai  delitti  previsti  dalla  presente sezione, nonche'  la  revoca  della  licenza  di  esercizio  o  della concessione o dell'autorizzazione per le emittenti radiotelevisive»; 
    n) l'articolo 602-bis e' abrogato; 
    o) all'articolo 602-ter, dopo il secondo comma, sono  aggiunti  i seguenti: 
    «Nei  casi  previsti  dagli  articoli  600-bis,  primo  comma,  e 600-ter, la pena e' aumentata da un terzo alla meta' se il  fatto  e' commesso con violenza o minaccia.  
  Nei casi previsti dagli articoli 600-bis, primo  e  secondo  comma, 600-ter, primo comma, e 600-quinquies, la pena  e'  aumentata  da  un
terzo  alla  meta'  se  il  fatto  e'  commesso  approfittando  della situazione di necessita' del minore. 
  Nei casi previsti dagli articoli 600-bis, primo  e  secondo  comma, 600-ter e 600-quinquies, nonche' dagli articoli 600, 601  e  602,  la
pena e' aumentata dalla meta' ai due terzi se il fatto e' commesso in danno di un minore degli anni sedici. 
  Nei casi previsti dagli articoli 600-bis, primo comma,  e  600-ter, nonche', se il fatto e' commesso in danno di  un  minore  degli  anni
diciotto, dagli articoli 600, 601 e 602, la pena e'  aumentata  dalla meta' ai due terzi se il fatto e'  commesso  da  un  ascendente,  dal
genitore adottivo, o dal loro coniuge o convivente, dal coniuge o  da affini entro il secondo  grado,  da  parenti  fino  al  quarto  grado
collaterale, dal tutore o  da  persona  a  cui  il  minore  e'  stato affidato per ragioni  di  cura,  educazione,  istruzione,  vigilanza, custodia, lavoro,  ovvero  da  pubblici  ufficiali  o  incaricati  di pubblico servizio nell'esercizio delle loro funzioni ovvero ancora se e'  commesso  in  danno  di  un  minore  in  stato  di  infermita'  o minorazione psichica, naturale o provocata. 
  Nei casi previsti dagli articoli 600-bis, primo comma,  e  600-ter, nonche' dagli articoli 600, 601 e 602, la  pena  e'  aumentata  dalla
meta' ai due terzi se il fatto e' commesso mediante  somministrazione di  sostanze   alcoliche,   narcotiche,   stupefacenti   o   comunque
pregiudizievoli per la salute fisica o psichica del minore, ovvero se e' commesso nei confronti di tre o piu' persone. 
  Le  circostanze  attenuanti,  diverse  da  quelle  previste   dagli articoli 98 e 114, concorrenti con le circostanze aggravanti  di  cui
alla presente sezione, non  possono  essere  ritenute  equivalenti  o prevalenti rispetto a queste e le  diminuzioni  di  pena  si  operano
sulla quantita' della stessa risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti»; 
    p) dopo l'articolo 602-ter, e' inserito il seguente: 
    «Art. 602-quater (Ignoranza dell'eta' della  persona  offesa).  - Quando i delitti previsti dalla presente  sezione  sono  commessi  in
danno di un  minore  degli  anni  diciotto,  il  colpevole  non  puo' invocare a propria scusa l'ignoranza dell'eta' della persona  offesa, salvo che si tratti di ignoranza inevitabile»; 
    q) all'articolo 604, le parole: «e 609-quinquies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-quinquies, 609-octies e 609-undecies»; 
    r) all'articolo 609-quater: 
      1) il secondo comma e' sostituito dal seguente: 
      «Fuori dei casi previsti dall'articolo  609-bis,  l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o  il  di  lui  convivente,  il  tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni  di  cura,  di  educazione,  di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore e' affidato, o  che abbia con quest'ultimo una relazione di convivenza, che, con  l'abuso dei poteri connessi alla sua  posizione,  compie  atti  sessuali  con persona minore che ha compiuto gli anni  sedici,  e'  punito  con  la reclusione da tre a sei anni»; 
      2) al  quarto  comma,  le  parole:  «fino  a  due  terzi»  sono sostituite dalle seguenti: «in misura non eccedente i due terzi»; 
    s) l'articolo 609-quinquies e' sostituito dal seguente: 
    «Art. 609-quinquies (Corruzione di minorenne). - Chiunque  compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni  quattordici,  al
fine di farla assistere, e' punito con la reclusione da uno a  cinque anni. 
  Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, alla  stessa  pena di cui al primo comma soggiace  chiunque  fa  assistere  una  persona
minore di anni quattordici al compimento  di  atti  sessuali,  ovvero mostra alla medesima materiale pornografico, al  fine  di  indurla  a
compiere o a subire atti sessuali. 
  La pena e' aumentata  fino  alla  meta'  quando  il  colpevole  sia l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore e'  affidato,  o che abbia con quest'ultimo una relazione di stabile convivenza»; 
    t) l'articolo 609-sexies e' sostituito dal seguente: 
    «Art. 609-sexies (Ignoranza dell'eta' della  persona  offesa).  - Quando  i  delitti  previsti   negli   articoli   609-bis,   609-ter, 609-quater, 609-octies e 609-undecies sono commessi in  danno  di  un minore degli anni diciotto, e quando e' commesso il  delitto  di  cui all'articolo 609-quinquies, il colpevole non puo' invocare a  propria scusa l'ignoranza dell'eta' della persona offesa, salvo che si tratti di ignoranza inevitabile»; 
    u) all'articolo 609-nonies: 
      1) il primo comma e' sostituito dal seguente: 
      «La condanna o l'applicazione della  pena  su  richiesta  delle parti ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura  penale  per
alcuno  dei  delitti  previsti  dagli  articoli   609-bis,   609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies e 609-undecies comporta: 
        1) la perdita della potesta' del genitore, quando la qualita' di genitore e' elemento  costitutivo  o  circostanza  aggravante  del reato; 
        2) l'interdizione perpetua  da  qualsiasi  ufficio  attinente alla tutela, alla curatela e all'amministrazione di sostegno; 
        3) la perdita del diritto agli alimenti e l'esclusione  dalla successione della persona offesa; 
        4)   l'interdizione   temporanea   dai    pubblici    uffici; l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di  anni  cinque  in seguito alla condanna alla reclusione da tre  a  cinque  anni,  ferma restando, comunque, l'applicazione  dell'articolo  29,  primo  comma, quanto all'interdizione perpetua; 
        5) la sospensione dall'esercizio  di  una  professione  o  di un'arte»; 
      2) al secondo comma, le parole: «e 609-octies» sono  sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 609-undecies»; 
      3) dopo il secondo comma sono aggiunti i seguenti: 
      «La condanna per  i  delitti  previsti  dall'articolo  600-bis, secondo comma, dall'articolo 609-bis, nelle ipotesi aggravate di  cui all'articolo 609-ter,  dagli  articoli  609-quater,  609-quinquies  e 609-octies, nelle  ipotesi  aggravate  di  cui  al  terzo  comma  del medesimo articolo, comporta, dopo l'esecuzione della pena e  per  una durata minima di un anno, l'applicazione  delle  seguenti  misure  di sicurezza personali: 
        1) l'eventuale imposizione di  restrizione  dei  movimenti  e della libera circolazione, nonche' il divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati abitualmente da minori; 
        2) il divieto di svolgere lavori che  prevedano  un  contatto abituale con minori; 
        3) l'obbligo di tenere informati gli organi di polizia  sulla propria residenza e sugli eventuali spostamenti. 
  Chiunque viola le disposizioni previste dal terzo comma e' soggetto alla pena della reclusione fino a tre anni»; 
    v) all'articolo 609-decies: 
      1) il primo comma e' sostituito dal seguente: 
      «Quando si  procede  per  taluno  dei  delitti  previsti  dagli articoli 600, 600-bis, 600-ter,  600-quinquies,  601,  602,  609-bis, 609-ter, 609-quinquies, 609-octies e 609-undecies commessi  in  danno di  minorenni,  ovvero  per   il   delitto   previsto   dall'articolo 609-quater,  il  procuratore  della  Repubblica  ne  da'  notizia  al tribunale per i minorenni»; 
      2) il secondo comma e' sostituito dal seguente: 
      «Nei casi previsti dal primo comma,  l'assistenza  affettiva  e psicologica della persona offesa minorenne  e'  assicurata,  in  ogni stato e grado del procedimento, dalla  presenza  dei  genitori  o  di altre persone idonee  indicate  dal  minorenne,  nonche'  di  gruppi, fondazioni,  associazioni  od  organizzazioni  non   governative   di comprovata esperienza nel settore dell'assistenza e del supporto alle vittime dei reati di cui al primo comma e iscritti in apposito elenco dei soggetti legittimati a tale scopo, con il consenso del minorenne, e ammessi dall'autorita' giudiziaria che procede»; 
    z) nella sezione II del capo III del titolo  XII  del  libro  II, dopo l'articolo 609-decies e' aggiunto il seguente: 
    «Art. 609-undecies (Adescamento di minorenni). -  Chiunque,  allo scopo di commettere i  reati  di  cui  agli  articoli  600,  600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1,  600-quinquies,  609-bis,  609-quater, 609-quinquies e 609-octies, adesca  un  minore  di  anni  sedici,  e' punito, se  il  fatto  non  costituisce  piu'  grave  reato,  con  la reclusione da uno a tre anni. Per adescamento  si  intende  qualsiasi atto volto a carpire  la  fiducia  del  minore  attraverso  artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche  mediante  l'utilizzo  della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione». 
 
Art. 5 
Modifiche al codice di procedura penale 
  1. Al  codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le  seguenti modificazioni: 
    a ) all'articolo 51: 
      1)  al  comma  3-bis,  le  parole:  «416,  sesto  comma,»  sono sostituite dalle seguenti: «416, sesto e settimo comma,»; 
      2)  al  comma  3-quinquies,  le  parole:   «600-bis,   600-ter, 600-quater,  600-quater.1,  600-quinquies»  sono   sostituite   dalle seguenti:  «414-bis,  600-bis,  600-ter,  600-quater,   600-quater.1, 600-quinquies, 609-undecies»; 
    b) al comma 6 dell'articolo 282-bis, dopo la  parola:  «571,»  e' inserita la seguente: «600,» e dopo  la  parola:  «600-quater,»  sono
inserite le seguenti: «600-septies.1, 600-septies.2, 601, 602,»; 
    c) all'articolo 351 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  
    «1-ter. Nei procedimenti per i delitti  previsti  dagli  articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies,  601, 602, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies,  609-octies  e  609-undecies del codice penale,  la  polizia  giudiziaria,  quando  deve  assumere sommarie informazioni da persone minori, si avvale dell'ausilio di un esperto in  psicologia  o  in  psichiatria  infantile,  nominato  dal pubblico ministero»; 
    d) all'articolo 362 e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
    «1-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui  all'articolo  351, comma 1-ter, il pubblico ministero, quando deve assumere informazioni
da persone minori, si avvale dell'ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile»; 
    e) al comma 2  dell'articolo  380,  dopo  la  lettera  d-bis)  e' inserita la seguente: 
    «d-ter)  delitto  di  atti  sessuali   con   minorenne   di   cui all'articolo 609-quater, primo e secondo comma, del codice penale»; 
    f) dopo il comma 5 dell'articolo 391-bis e' inserito il seguente: 
    «5-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui  all'articolo  351, comma 1-ter, il difensore,  quando  assume  informazioni  da  persone minori, si avvale dell'ausilio di  un  esperto  in  psicologia  o  in psichiatria infantile»; 
    g) all'articolo 392, il comma 1-bis e' sostituito dal seguente: 
    «1-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui agli articoli  572, 600, 600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se  relativi  al  materiale pornografico di cui all'articolo  600-quater.1,  600-quinquies,  601, 602, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies,  609-undecies  e 612-bis del codice penale il pubblico ministero, anche  su  richiesta della persona offesa, o la persona sottoposta alle  indagini  possono chiedere che si proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza  di  persona  minorenne  ovvero  della  persona  offesa maggiorenne, anche al di fuori delle ipotesi previste dal comma 1»; 
    h) al comma 5-bis dell'articolo 398, dopo la parola: «609-octies» e' inserita la seguente: «, 609-undecies»; 
    i) all'articolo 407, comma 2, lettera a), al  numero  7-bis),  le parole: «600-bis, comma 1, 600-ter, comma 1,» sono  sostituite  dalle
seguenti: «600-bis, primo comma, 600-ter, primo e secondo comma»; 
    l) al comma 1-bis dell'articolo 444, le parole: «600-bis, primo e terzo comma,» sono sostituite dalla seguente: «600-bis,». 
 
Art. 6 
Modifica al codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di divieto di avvicinamento ai  luoghi  frequentati
abitualmente da minori. 
  1. Al comma 5 dell'articolo 8 del codice delle  leggi  antimafia  e delle  misure  di  prevenzione,  di  cui  al  decreto  legislativo  6 settembre 2011, n. 159, sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:
«, ovvero, con riferimento ai soggetti di cui all'articolo 1, lettera c), il divieto  di  avvicinarsi  a  determinati  luoghi,  frequentati abitualmente da minori». 
 
Art. 7 
Modifiche  alla  legge  26  luglio  1975,  n.  354,  in  materia   di concessione di benefici ai detenuti per reati in danno di minori. 
  1. Al comma 1-quater dell'articolo  4-bis  della  legge  26  luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, dopo  le  parole:  «di  cui agli  articoli»  sono  inserite  le  seguenti:   «600-bis,   600-ter, 600-quater,  600-quinquies,»  e  le  parole:  «e   609-octies»   sono sostituite   dalle   seguenti:   «,   609-quinquies,   609-octies   e 609-undecies». 
  2. All'articolo 4-bis  della  legge  26  luglio  1975,  n.  354,  e successive modificazioni, dopo  il  comma  1-quater  e'  inserito  il seguente: 
  «1-quinquies. Salvo quanto previsto dal  comma  1,  ai  fini  della concessione dei benefici ai detenuti e internati per i delitti di cui agli articoli  600-bis,  600-ter,  anche  se  relativo  al  materiale pornografico  di  cui   all'articolo   600-quater.1,   600-quinquies, 609-quater, 609-quinquies e 609-undecies del codice  penale,  nonche' agli articoli 609-bis e 609-octies del medesimo codice,  se  commessi in danno di persona minorenne, il magistrato  di  sorveglianza  o  il tribunale  di  sorveglianza  valuta  la  positiva  partecipazione  al programma di riabilitazione  specifica  di  cui  all'articolo  13-bis della presente legge». 
  3. Dopo l'articolo 13 della  legge  26  luglio  1975,  n.  354,  e' inserito il seguente: 
  «Art. 13-bis (Trattamento psicologico per i  condannati  per  reati sessuali in danno di minori).  -  1.  Le  persone  condannate  per  i delitti di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, anche se  relativo  al materiale   pornografico   di    cui    all'articolo    600-quater.1, 600-quinquies, 609-quater, 609-quinquies e  609-undecies  del  codice penale, nonche' agli  articoli  609-bis  e  609-octies  del  medesimo codice, se commessi in danno di persona minorenne, possono sottoporsi a un trattamento psicologico con finalita' di recupero e di sostegno.
La  partecipazione  a  tale  trattamento   e'   valutata   ai   sensi dell'articolo 4-bis, comma 1-quinquies, della presente legge ai  fini della concessione dei benefici previsti dalla medesima disposizione». 
 
Art. 8 
Confisca 
  1. All'articolo 12-sexies, comma  1,  del  decreto-legge  8  giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  7  agosto 1992, n. 356, e successive modificazioni, dopo la parola: «600,» sono inserite le seguenti: «600-bis, primo comma, 600-ter, primo e secondo comma, 600-quater.1, relativamente  alla  condotta  di  produzione  o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies,». 
 
Art. 9 
Disposizioni in materia di gratuito patrocinio 
  1. All'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, il comma 4-ter e' sostituito dal seguente: 
  «4-ter. La persona offesa dai reati di cui agli  articoli  609-bis, 609-quater e 609-octies, nonche', ove commessi in  danno  di  minori,
dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter,  600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale, puo' essere
ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di  reddito  previsti dal presente decreto». 
 
Art. 10 
Clausola di invarianza 
  1. Dall'attuazione  della  presente  legge  non  derivano  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. 
Data a Roma, addi' 1° ottobre 2012 
NAPOLITANO 
Monti, Presidente del  Consiglio  dei Ministri 
Terzi di Sant'Agata,  Ministro  degli affari esteri 
Severino, Ministro della giustizia 
Fornero, Ministro del lavoro e  delle politiche sociali 
Visto, il Guardasigilli: Severino 
 
 
Council of Europe Convention on the Protection of Children against Sexual Exploitation and Sexual Abuse 
Convention du Conseil de l'Europe pour la protection des enfants contre l'exploitation et les abus sexuels 
 
 
Capitolo I - Oggetto, principio di non discriminazione e definizioni
 
Serie dei Trattati del Consiglio d'Europa - n° 201 
 
Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali. Lanzarote, 25.X.2007 
 
  Preambolo 
  Gli Stati Membri del Consiglio d'Europa e gli altri firmatari della presente Convenzione; 
  Considerato che il fine del Consiglio  d'Europa  e'  di  realizzare un'unione piu' stretta fra i propri membri; 
  Considerato che ogni bambino ha diritto,  da  parte  della  propria famiglia, della societa' e dello  Stato  alle  misure  di  protezione
richieste dalla sua condizione di minore; 
  Preso atto che lo sfruttamento sessuale dei bambini, in particolare sotto forma di pornografia infantile e di prostituzione,  cosi'  come tutte le forme di abuso sessuale riferite ai bambini, ivi compresi  i fatti commessi all'estero, mettono gravemente in pericolo la salute e lo sviluppo psicosociale del bambino; 
  Preso atto che lo sfruttamento e gli  abusi  sessuali  riferiti  ai bambini  hanno  raggiunto  dimensioni  inquietanti,  sia  a   livello
nazionale che  internazionale,  in  particolare  per  quanto  attiene all'utilizzo  crescente  delle  tecnologie  di  comunicazione  e   di
informazione da parte dei bambini e degli autori di reati e che,  per prevenirli e contrastarli, una cooperazione internazionale  si  rende indispensabile; 
  Considerato che il benessere ed il superiore interesse dei  bambini costituiscono valori fondamentali condivisi da tutti gli Stati membri e debbono venire promossi senza discriminazione alcuna; 
  Richiamando il Piano d'Azione  approvato  in  occasione  del  Terzo Vertice dei Capi  di  Stato  e  di  governo  del  Consiglio  d'Europa
(Varsavia, 16-17  maggio  2005),  che  raccomanda  l'elaborazione  di misure per porre fine allo sfruttamento sessuale dei bambini; 
  Richiamando in particolare le seguenti raccomandazioni del Comitato dei  Ministri:  n.  R  (91)  11  sullo  sfruttamento   sessuale,   la pornografia, la prostituzione,  nonche'  il  traffico  di  bambini  e giovani adulti e Rec (2001)16 sulla  protezione  dell'infanzia  dallo
sfruttamento sessuale, la Convenzione sulla criminalita'  informatica (STE n. 185) ed in particolare il  suo  articolo  9,  cosi'  come  la
Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani (STCE n. 197); 
  Tenute presenti la Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  Diritti dell'Uomo e delle Liberta' fondamentali (1950, STE n.  5),  la  Carta
sociale europea aggiornata (1996, STE n. 163), la Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei bambini (1996, STE n. 160); 
  Tenute  altresi'  presenti  la  Convenzione  delle  Nazioni   Unite relativa ai diritti del bambino, in  particolare  l'articolo  34,  il
Protocollo  facoltativo  concernente  la  vendita  di   bambini,   la prostituzione dei bambini e la pornografia che utilizza come  oggetto
i bambini, cosi' come  il  Protocollo  addizionale  alla  Convenzione delle   Nazioni   Unite   contro    la    criminalita'    organizzata
transnazionale, volto a prevenire, reprimere e punire la tratta delle persone, delle  donne  e  dei  bambini  in  particolare,  nonche'  la
Convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro riguardante il divieto delle peggiori forme di lavoro dei  fanciulli  e  l'azione
immediata in vista della loro eliminazione; 
  Tenute  presenti  la  Decisione-quadro  del  Consiglio  dell'Unione Europea relativa alla  lotta  contro  lo  sfruttamento  sessuale  dei
bambini e la pedopornografia (2004/68 JAI), la  Decisione-quadro  del Consiglio  dell'Unione  Europea  relativa  allo  status  di   vittime nell'ambito   delle   procedure    penali    (2001/220JAI)    e    la Decisione-quadro del  Consiglio  dell'Unione  Europea  relativa  alla lotta contro la tratta degli esseri umani (2002/629JAI); 
  Tenuti in debito conto gli altri strumenti  giuridici  e  programmi internazionali  attinenti   questa   materia,   in   particolare   la
Dichiarazione ed il programma d'azione  di  Stoccolma,  approvati  in occasione del 1° Congresso Mondiale contro lo  sfruttamento  sessuale dei  bambini  a  fini  commerciali  (27-31  agosto  1996);  l'Impegno mondiale  di  Yokohama,  approvato  in  occasione  del  2°  Congresso Mondiale  contro  Io  sfruttamento  sessuale  dei  bambini   a   fini commerciali  (20-21  novembre   2001);   la   Risoluzione   approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite S-27/2  "Un  mondo  degno dei fanciulli" ed il Programma triennale "Costruire un'Europa  per  e con i bambini", approvato a seguito  del  terzo  Vertice  e  lanciato dalla Conferenza di Monaco (4-5 aprile 2006);  
 Determinati a  contribuire  efficacemente  alla  realizzazione  del comune obiettivo di proteggere i bambini dallo sfruttamento  e  dagli
abusi sessuali quali ne siano gli autori ed a fornire assistenza alle vittime; 
  Tenuto  conto  della  necessita'   di   elaborare   uno   strumento internazionale  globale  incentrato   sugli   aspetti   legati   alla
prevenzione, alla protezione ed al diritto penale in materia di lotta contro tutte le forme di sfruttamento e di abuso sessuale rivolte  ai
bambini e di istituire uno specifico meccanismo di monitoraggio; 
  hanno convenuto quanto segue: 
 
  Articolo 1 - Oggetto 
  1. Gli obiettivi di questa Convenzione sono: 
    a. prevenire e combattere lo sfruttamento e  gli  abusi  sessuali riguardanti i bambini; 
    b. proteggere i diritti dei bambini  vittime  di  sfruttamento  e abusi sessuali; 
    c. promuovere la cooperazione nazionale ed internazionale  contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale dei bambini. 
  2. Onde assicurare l'efficace applicazione delle  sue  disposizioni ad  opera  delle  Parti,  la  presente  Convenzione   istituisce   un
meccanismo di monitoraggio specifico. 
 
  Articolo 2 - Principio di non discriminazione 
  L'applicazione della presente Convenzione ad opera delle Parti,  in particolare l'applicazione delle misure  di  protezione  dei  diritti
delle vittime, sara' assicurata senza alcuna discriminazione, che sia in particolare basata sul sesso, razza,  colore,  lingua,  religione,
opinioni politiche o di altro genere, origine  nazionale  o  sociale, l'appartenenza a una minoranza nazionale, la condizione economica, la nascita, l'orientamento sessuale, lo  stato  di  salute,  la  diversa abilita' o qualsiasi altra condizione. 
 
  Articolo 3 - Definizioni 
  Ai fini della presente Convenzione: 
    a. il termine "bambino" indica ogni persona di eta' inferiore  ai diciotto anni; 
    b.  l'espressione  "sfruttamento  e  abusi  sessuali  riferiti  a bambini" include comportamenti di cui agli  articoli  dal  18  al  23
della presente Convenzione; 
    c.  il  termine  "vittima"  designa  ogni  bambino   vittima   di sfruttamento o abusi sessuali. 
 
Capitolo II - Misure preventive

  Articolo 4 - Principi 
  Le Parti adotteranno  le  misure  legislative  o  di  altro  genere necessarie a  prevenire  tutte  le  forme  di  sfruttamento  e  abuso
sessuale riferiti a bambini e per proteggere questi ultimi. 
 
  Articolo 5 - Reclutamento,  formazione  e  sensibilizzazione  delle persone che lavorano a contatto con i bambini. 
  1. Le Parti adotteranno le misure legislative  o  di  altro  genere necessarie  a  promuovere  la  consapevolezza  nei  confronti   della
protezione e dei diritti del bambino da parte delle persone che hanno regolari contatti con i bambini nei  settori  dell'istruzione,  della
salute, della protezione sociale, della giustizia, delle forze  dell' ordine, cosi' come nelle aree che riguardano le  attivita'  sportive,
culturali e del tempo libero. 
  2. Le Parti adotteranno le misure legislative  o  di  altro  genere affinche' le persone  citate  nel  paragrafo  1  abbiano  un'adeguata
conoscenza dello sfruttamento e  degli  abusi  sessuali  relativi  ai bambini, dei mezzi per riconoscerli  e  della  possibilita'  prevista
all'articolo 12, paragrafo 1. 
  3. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere, in conformita' con  la  legislazione  interna,  affinche'  le
condizioni di accesso alle  professioni  il  cui  esercizio  comporti contatti regolari con i bambini,  consentano  di  assicurarsi  che  i
candidati a dette professioni non abbiano subito condanne per atti di sfruttamento o di abusi sessuali relativi a bambini. 
 
  Articolo 6 - Istruzione dei bambini 
  Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative  o  di  altro genere,  affinche'  i  bambini,  durante  l'istruzione   primaria   e
secondaria, ricevano informazioni sui rischi  di  sfruttamento  e  di abusi sessuali, cosi' come sui mezzi per  difendersi,  adattate  alla
loro fase evolutiva. Questa informazione, fornita, quando  opportuno, in collaborazione con i genitori, deve essere iscritta in un contesto piu' ampio di informazione  sulla  sessualita'  e  porre  particolare attenzione alle situazioni di rischio, specialmente quelle  derivanti dall'utilizzo delle  nuove  tecnologie  della  informazione  e  della comunicazione. 
 
  Articolo 7 - Programmi o misure di intervento preventivo 
  Le  Parti  vigileranno  affinche'  persone  che  temano  di   poter commettere qualcuno dei  reati  previsti  dalla  Convenzione  possano avere accesso, ove necessario, a programmi  o  misure  di  intervento efficaci rivolte  a  valutare  e  prevenire  i  rischi  di  passaggio all'atto. 
 
  Articolo 8 - Misure nei confronti del pubblico 
  1.   Le   Parti   promuoveranno   o   condurranno    campagne    di sensibilizzazione  che  informino  il  pubblico  sul  fenomeno  dello
sfruttamento e degli abusi sessuali  a  danno  dei  bambini  e  sulle misure di prevenzione che possono essere adottate. 
  2. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere, per prevenire o  proibire  la  diffusione  di  materiale  che
pubblicizzi  i  reati  definiti  in  conformita'  con   la   presente Convenzione. 
 
  Articolo 9 - Partecipazione dei bambini, del settore  privato,  dei media e della societa' civile 
  1. Le  Parti  incoraggeranno  la  partecipazione  dei  bambini,  in accordo  con  le  loro  fasi   di   sviluppo,   all'elaborazione   ed
all'attuazione delle politiche, programmi pubblici o altre iniziative concernenti  la  lotta  allo  sfruttamento  ed  agli  abusi  sessuali
riguardanti i bambini.  
  2. Le Parti incoraggeranno il settore privato,  in  particolare  il settore delle tecnologie  della  comunicazione  e  dell'informazione,
l'industria del  turismo  e  viaggi,  nonche'  i  settori  bancari  e finanziari,  cosi'   come   la   societa'   civile,   a   partecipare
all'elaborazione ed attuazione delle politiche di  prevenzione  dello sfruttamento e degli  abusi  sessuali  riguardanti  i  bambini  e  ad
applicare norme interne di autoregolamentazione o coregolamentazione. 
  3. Le Parti incoraggeranno i media a fornire adeguate  informazioni circa tutti gli aspetti dello sfruttamento  e  degli  abusi  sessuali
relativi ai minori, nel rispetto dell'indipendenza dei media e  della liberta' di stampa. 
  4. Le Parti incoraggeranno il finanziamento, anche, ove necessario, attraverso la creazione di fondi, di  progetti  e  programmi  assunti dalla societa' civile allo scopo di prevenire e proteggere i  bambini dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali. 
 
Capitolo III - Autorita' specializzate e organismi di coordinamento

  Articolo 10 - Misure nazionali di coordinamento e di collaborazione 
  1. Le Parti adotteranno  le  misure  necessarie  ad  assicurare  il coordinamento a livello nazionale o locale tra  i  diversi  organismi
responsabili della protezione dei bambini, la prevenzione e la  lotta allo sfruttamento ed abusi sessuali sui  minori,  in  particolare  il
settore dell'educazione, della salute,  dei  servizi  sociali,  delle forze dell'ordine e delle autorita' giudiziarie. 
  2. Le Parti adotteranno le misure legislative o  di  altro  genere, necessarie per istituire o designare: 
    a. istituzioni nazionali o locali indipendenti competenti per  la promozione e la protezione dei diritti del bambino,  assicurando  che
esse siano dotate di risorse e di responsabilita' specifiche; 
    b. meccanismi per la raccolta di dati o punti di  informazione  a livello nazionale o  locale  e  in  collaborazione  con  la  societa'
civile, che consentano,  nel  rispetto  delle  esigenze  legate  alla protezione dei dati personali, l'osservazione e  la  valutazione  dei
fenomeni di sfruttamento e di abusi sessuali a danno dei bambini. 
  3 Le Parti incoraggeranno la collaborazione fra i  poteri  pubblici competenti, la societa' civile ed  il  settore  privato  al  fine  di
meglio prevenire e combattere lo sfruttamento e gli abusi sessuali  a danno dei bambini. 
 
Capitolo IV - Misure di protezione ed assistenza alle vittime

  Articolo 11- Principi 
  1. Le Parti adotteranno  programmi  sociali  efficaci  e  creeranno strutture pluridisciplinari atte a  fornire  il  necessario  supporto
alle vittime, i loro parenti prossimi ed a  coloro  ai  quali  queste sono affidate. 
  2. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere per assicurare che quando l'eta' della vittima sia  incerta  e
ci siano ragioni per credere che la vittima sia un bambino, le misure di protezione e assistenza previste per i bambini siano accordate  in attesa di verificarne e determinarne l'eta'. 
 
  Articolo 12 - Segnalazione di sospetti di sfruttamento o  di  abusi sessuali 
  1. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere per assicurare che le norme sulla riservatezza  imposte  dalla legislazione interna a determinati professionisti chiamati a lavorare a  contatto  con  dei  bambini  non  costituisca  un  ostacolo   alla possibilita', per questi  professionisti,  di  segnalare  ai  servizi incaricati della  protezione  dell'infanzia  ogni  situazione  di  un
bambino nei confronti del quale essi abbiano motivi  ragionevoli  per ritenere che egli sia vittima di sfruttamento o di abusi sessuali. 
  2. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere per incoraggiare ogni persona  che  sia  a  conoscenza  o  che sospetti, in buona fede, fatti di sfruttamento o di abusi sessuali  a danno di bambini, a segnalarli ai servizi competenti. 
 
  Articolo 13 - Servizi di assistenza 
  Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative  o  di  altro genere per incoraggiare  e  sostenere  l'attivazione  di  servizi  di
comunicazione, quali linee telefoniche o internet, che consentano  di fornire consigli a chi chiama, anche a  titolo  confidenziale  e  nel rispetto del loro anonimato. 
 
  Articolo 14 - Assistenza alle vittime 
  1. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere per assistere, a breve e lungo termine le vittime al  fine  di
assicurare la loro  guarigione  fisica  e  psico-sociale.  Le  misure adottate in applicazione del presente paragrafo  dovranno  tenere  in debito conto il punto di vista, i bisogni  e  le  preoccupazioni  del bambino. 
  2. Le Parti adotteranno  le  misure,  in  accordo  con  la  propria legislazione  interna,  per  cooperare  con  le  organizzazioni   non
governative, con altre organizzazioni  competenti  o  altri  elementi della societa' civile impegnati nell'assistenza alle vittime. 
  3. Qualora i genitori o  le  persone  alle  quali  e'  affidato  il bambino siano coinvolti nei fatti di sfruttamento  o  abusi  sessuali
contro di lui commessi, le procedure di intervento messe in  atto  in applicazione del paragrafo 1 dell'articolo 11, comportano: 
    - La possibilita' di allontanare il presunto reo dei fatti; 
    - La possibilita' di allontanare  la  vittima  dal  suo  contesto familiare. Le modalita' e  la  durata  di  tale  allontanamento  sono
determinate in conformita' all'interesse superiore del bambino. 
  4. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere affinche' le persone vicine alle vittime possano  beneficiare, ove necessario, di assistenza terapeutica, in particolare di sostegno psicologico d'urgenza. 
 
 
Capitolo V - programmi o misure di intervento

  Articolo 15 - Principi generali 
  1. Le Parti prevederanno, in conformita' alla propria  legislazione interna, programmi o misure di intervento  efficaci  per  le  persone
indicate nell' articolo  16,  paragrafi  1  e  2,  onde  prevenire  e minimizzare i rischi di recidive dei reati  a  carattere  sessuale  a
danno  dei  bambini.  Tali  programmi  o   misure   dovranno   essere accessibili in ogni momento della procedura, in ambiente carcerario o all'esterno,  secondo  le  condizioni  definite  dalla   legislazione interna. 
  2. Le Parti  prevederanno  o  promuoveranno,  in  conformita'  alla propria legislazione interna, lo sviluppo  di  partenariati  o  altre
forme di cooperazione tra le  autorita'  competenti,  in  particolare servizi  di  assistenza   sanitaria,   servizi   sociali,   autorita'
giudiziarie e  altri  organismi  incaricati  del  monitoraggio  delle persone indicate dall'articolo 16, paragrafi 1 e 2. 
  3. Le Parti provvederanno, in conformita' alla propria legislazione interna, ad effettuare una  valutazione  della  pericolosita'  e  dei
rischi di eventuale recidiva dei reati definiti in  conformita'  alla presente Convenzione, da parte delle persone  indicate  dall'articolo
16, paragrafi 1 e 2, allo scopo di individuare appropriati  programmi o misure. 
  4. Le Parti provvederanno, in conformita' alla propria legislazione interna, ad effettuare una valutazione dell'efficacia dei programmi e
delle misure di intervento mese in atto. 
 
  Articolo  16  -  Destinatari  dei  programmi  e  delle  misure   di intervento 
  1. Le Parti provvederanno, in conformita' alla propria legislazione interna, a che le persone perseguite per uno dei reati configurati in
conformita' alla presente Convenzione abbiano accesso ai programmi  o alle misure menzionati all'articolo 15 paragrafo 1, in condizioni che non siano ne' pregiudizievoli ne' contrarie ai diritti alla difesa  e alle esigenze di un processo equo e imparziale, e in particolare  nel rispetto delle regole che governano il principio della presunzione di innocenza. 
  2. Le Parti provvederanno, in conformita' alla propria legislazione interna, a  che  le  persone  condannate  per  i  reati  definiti  in
conformita' alla presente Convenzione possano accedere ai programmi o misure menzionati all'articolo 15 paragrafo 1. 
  3. Le Parti provvederanno, in conformita' alla propria legislazione interna, a che programmi o misure di intervento vengano messe in atto o adattate per corrispondere ai bisogni connessi  allo  sviluppo  dei bambini che abbiano commesso reati di natura sessuale, inclusi coloro che sono al di sotto dell'eta'  della  responsabilita'  penale,  allo scopo di trattare i loro problemi di condotta sessuale. 
 
  Articolo 17 - Informazione e consenso 
  1. Le Parti provvederanno, in conformita' alla propria legislazione interna, a che le persone indicate  dall'articolo  16  nei  confronti
delle quali sono proposti programmi o  misure  di  intervento,  siano pienamente informate di tale proposta e acconsentano al  programma  o alla misura con piena consapevolezza. 
  2. Le Parti provvederanno, in conformita' alla propria legislazione interna, a che le persone cui sono proposti  programmi  o  misure  di intervento possano rifiutarle e, in caso di persone  condannate,  che esse vengano informate sulle  eventuali  conseguenze  che  potrebbero collegarsi al loro rifiuto. 
 
Capitolo VI - Diritto penale materiale

  Articolo 18 - Abusi sessuali 
  1. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere per assicurare che siano considerati reati penali  i  seguenti comportamenti intenzionali: 
  a. praticare attivita' sessuali con un bambino che, in  conformita' alle relative disposizioni pertinenti al diritto nazionale, non abbia
raggiunto l'eta' legale per praticare attivita' sessuali;  
  b. praticare attivita' sessuali con un bambino: 
    - facendo uso di costrizione, della forza, o di minacce; o 
    - abusando di una riconosciuta posizione di fiducia, di autorita' o di influenza sul bambino, inclusi i casi in  cui  cio'  avvenga  in
famiglia; o 
    - abusando di una situazione di  particolare  vulnerabilita'  del bambino, segnatamente a causa di disabilita' fisica o  mentale  o  di
una situazione di dipendenza. 
  2. Per l'applicazione del  paragrafo  1,  le  Parti  determineranno l'eta' al di sotto della quale non sia consentito praticare attivita'
sessuali con un bambino.  
 3. Le disposizioni del  paragrafo  1.a,  non  si  riferiscono  alle attivita' sessuali consentite tra minori. 
 
  Articolo 19 - Reati relativi alla prostituzione infantile 
  1. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere per configurare quale reato penale  i  seguenti  comportamenti intenzionali: 
    a. reclutare un bambino  perche'  si  dia  alla  prostituzione  o favorire la partecipazione di un bambino alla prostituzione; 
    b. costringere un bambino a darsi  alla  prostituzione  o  trarne profitto o comunque sfruttare un bambino per tali propositi; 
    c. ricorrere alla prostituzione di un bambino. 
  2. Ai fini  del  presente  articolo,  l'espressione  "prostituzione infantile" definisce il fatto di utilizzare un bambino per  attivita'
sessuali  dove  il  denaro  o  altre   forme   di   remunerazione   o corrispettivo siano dati o promessi come pagamento, a prescindere dal fatto che tale pagamento,  promessa  o  corrispettivo  sia  fatto  al bambino o a una terza persona. 
 
  Articolo 20 - Reati relativi alla pornografia infantile 
  1. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere per assicurare che vengano considerati reati penali i seguenti comportamenti intenzionali tenuti senza averne diritto: 
    a. la produzione di pornografia infantile; 
    b. offrire o rendere disponibile pornografia infantile; 
    c. diffondere o trasmettere pornografia infantile; 
    d. procurarsi o procurare ad altri pornografia infantile; 
    e. il possesso di pornografia infantile; 
    f.  accedere   consapevolmente   e   attraverso   tecnologie   di comunicazione e di informazione a pornografia infantile. 
  2.  Ai  fini  del  presente  articolo,  l'espressione  "pornografia infantile"  definisce  ogni  tipo  di   materiale   che   rappresenta
visivamente un bambino che si da  ad  un  comportamento  sessualmente esplicito, reale  o  simulato,  o  qualsiasi  rappresentazione  degli organi sessuali di un bambino per scopi essenzialmente sessuali. 
  3. Le Parti potranno riservarsi il diritto  di  non  applicare,  in toto o in parte, il  paragrafo  1.  a  e  e  alla  produzione  ed  al
possesso: 
    -  di  materiale  pornografico   costituito   esclusivamente   di rappresentazioni simulate  o  immagini  realistiche  di  bambino  non
esistente; 
    - di materiale pornografico  che  coinvolge  minori  che  abbiano raggiunto l'eta' fissata in applicazione all'articolo  18,  paragrafo
2, quando tali immagini sono prodotte o possedute dagli  stessi,  con il loro consenso ed esclusivamente per loro uso privato. 
  4. Le Parti potranno riservarsi il diritto  di  non  applicare,  in toto o in parte, il paragrafo 1. f. 
 
  Articolo 21 - Reati relativi alla partecipazione di  un  bambino  a spettacoli pornografici  
  1. Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative o di altro genere per  assicurare  che  i  seguenti  comportamenti  intenzionali vengano considerati reati penali: 
    a.  reclutare  un  bambino  affinche'  partecipi   a   spettacoli pornografici o favorire  la  partecipazione  di  un  bambino  a  tali
spettacoli; 
    b. costringere un bambino a partecipare a spettacoli pornografici o trarne profitto o comunque sfruttare un bambino a tali fini; 
    c. assistere con cognizione di causa  a  spettacoli  pornografici che includano la partecipazione di bambini. 
  2.  Le  Parti  potranno   riservarsi   il   diritto   di   limitare l'applicazione del paragrafo 1.c ai casi in cui bambini  siano  stati
reclutati o costretti conformemente al paragrafo 1. a. o b. 
 
  Articolo 22 - Corruzione di bambini 
  Le Parti adotteranno le misure necessarie legislative  o  di  altro genere al fine di considerare reato penale il fatto  intenzionale  di
far assistere, a fini sessuali, un bambino che  non  abbia  raggiunto l'eta' fissata in applicazione dell'articolo 18, paragrafo  2,  anche
senza che egli partecipi ad abusi sessuali o ad attivita' sessuali. 
 
  Articolo 23 - Adescamento di bambini a scopi sessuali 
  Le Parti adotteranno le necessarie misure legislative  o  di  altro genere al fine di considerare reato penale il  fatto  che  un  adulto
proponga   intenzionalmente,   per   mezzo   delle   tecnologie    di comunicazione e di informazione, un incontro ad un  bambino  che  non abbia raggiunto l'eta' del fissata in applicazione dell'articolo  18, paragrafo 2, allo scopo di commettere, in  tale  incontro,  un  reato stabilito in conformita' agli  articoli  18,  paragrafo  1.a,  o  20, paragrafo 1.a, qualora tale proposta sia seguita  da  atti  materiali
riconducibili a detto incontro. 
 
  Articolo 24 - Favoreggiamento e tentativo 
    1.  Le  Parti  adotteranno  le   necessarie   misure   necessarie legislative o di altro genere al fine  di  considerare  reato  penale
ogni complicita', qualora intenzionale, allo scopo di perpetrare  uno dei reati stabiliti in conformita' alla presente Convenzione. 
    2.  Le  Parti  adotteranno  le   necessarie   misure   necessarie legislative o di altro genere al fine  di  considerare  reato  penale
ogni tentativo intenzionale di commettere uno dei reati stabiliti  in conformita' alla presente Convenzione. 
    3. Le Parti potranno riservarsi il diritto di non  applicare,  in toto o in parte, il paragrafo 2 ai reati stabiliti dall'articolo  20,
paragrafo  1.b  ed  f,  dall'articolo  2.  1.c,  dall'articolo  22  e dall'articolo 23. 
 
  Articolo 25 - Giurisdizione 
  1. Le Parti adotteranno le necessarie misure necessarie legislative o  di  altro  genere  per  assicurare  la  propria  giurisdizione   a
perseguire  ogni  reato  stabilito  in  conformita'   alla   presente Convenzione quando il reato sia commesso: 
    a. sul proprio territorio; 
    b. a bordo di nave battente bandiera di detta Parte; o 
    c. a bordo di aeromobile immatricolato secondo la legge di  detta Parte; 
    d. da parte di propri cittadini; o 
    e. da parte di una persona che abbia la  sua  residenza  abituale sul territorio di detta Parte. 
  2. Le Parti  si  adopereranno  ad  adottare  le  necessarie  misure necessarie legislative o di  altro  genere  per  sancire  la  propria
giurisdizione circa ogni reato penale stabilito in  conformita'  alla presente Convenzione quando il reato sia commesso contro uno dei suoi cittadini residenti  all'estero  o  contro  persone  che  abbiano  la propria residenza abituale sul suo territorio. 
  3. Le Parti potranno, al momento della firma o della  notifica  del proprio strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, per mezzo di una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d'Europa, precisare che si  riservano  il  diritto  di  non applicare o applicare solo in casi specifici condizioni le  norme  di giurisdizione stabilite nel paragrafo 1.e del presente articolo. 
  4. Onde perseguire i reati stabiliti in conformita'  agli  articoli 18, 19, 20 paragrafo 1. a , e 21, paragrafi 1. a e b, della  presente
Convenzione, ciascuna delle  Parti  adottera'  le  necessarie  misure legislative o di altro genere affinche' l'affermazione della  propria
giurisdizione per quanto attiene al punto d del paragrafo 1 non venga subordinato alla condizione che i fatti siano ugualmente perseguibili nel luogo ove sono stati commessi. 
  5. Ciascuna delle Parti, al momento della firma  o  della  notifica del proprio strumento di ratifica, d'accettazione,  d'approvazione  o
di adesione, in virtu' di una comunicazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d'Europa, potra' precisare che si  riserva  il
diritto di limitare  l'applicazione  del  paragrafo  4  del  presente articolo, per  quanto  attiene  ai  reati  stabiliti  in  conformita'
all'articolo 18, paragrafi 1. b, secondo e terzo trattino nei casi in cui propri cittadini abbiano la loro residenza abituale  sul  proprio
territorio. 
  6. Onde perseguire i reati stabiliti in conformita'  agli  articoli 18, 19, 20 paragrafo 1. a, e 21, paragrafi 1. a e b,  della  presente
Convenzione, ciascuna delle  Parti  adottera'  le  necessarie  misure legislative o di altro genere affinche' l'affermazione della  propria
giurisdizione circa i punti d e e del paragrafo 1 non sia subordinata alla condizione che il  procedimento  legale  sia  preceduto  da  una querela della vittima o da una denuncia dello Stato ove i fatti  sono stati commessi. 
  7. Ciascuna delle Parti adottera' le necessarie misure  legislative o di altro genere per sancire la propria  competenza  circa  tutti  i
reati stabiliti in conformita'  alla  presente  Convenzione,  qualora l'autore presunto sia presente sul proprio  territorio  e  non  possa
essere  estradato  verso  l'altra  Parte   in   ragione   della   sua nazionalita'. 
  8. Qualora piu' Parti rivendichino la propria  giurisdizione  circa un presunto reato contemplato dalla presente  Convenzione,  le  Parti
coinvolte, ove opportuno, si accorderanno  per  determinare  ove  sia meglio esercitare il procedimento. 
  9. Fatte salve le norme  generali  di  diritto  internazionale,  la presente  Convenzione  non  esclude   alcuna   giurisdizione   penale
esercitata da una Parte in  conformita'  della  propria  legislazione interna 
 
  Articolo 26 - Responsabilita' delle persone giuridiche 
  1. Ciascuna Parte adottera' le necessarie misure legislative  o  di altro  genere  affinche'  le  persone   giuridiche   possano   essere
considerate responsabili dei  reati  stabiliti  in  conformita'  alla presente Convenzione, qualora vengano commessi a proprio vantaggio da ogni persona fisica sia che  agisca  individualmente  sia  in  quanto membro di  un  organo  della  persona  giuridica,  sia  che  eserciti all'interno una posizione direttiva, basata su: 
    - un potere di rappresentanza della persona giuridica; 
    - un'autorita' per prendere decisioni  per  conto  della  persona giuridica; 
    - un'autorita' per esercitare controllo all'interno della persona giuridica. 
  2. In aggiunta ai casi gia'  previsti  dal  paragrafo  1,  Ciascuna Parte adottera' le necessarie misure legislative o  di  altro  genere
affinche' per assicurare che le  persone  giuridiche  possano  essere considerate responsabili quando la  mancanza  di  supervisione  o  di controllo da parte di una persona fisica citata al paragrafo 1  possa aver  reso  possibile  la  commissione  di  un  reato  stabilito   in conformita'  alla  presente  Convenzione  per  conto  della   persona giuridica da una persona che agisca sotto la sua autorita'.  
  3.  In  osservanza  dei  principi   giuridici   della   Parte,   la responsabilita' di una persona giuridica puo' essere penale, civile o
amministrativa. 
  4.  Detta  responsabilita'  e'  definita  senza  pregiudizio  della responsabilita' penale delle persone fisiche che abbiano commesso  il reato. 
 
  Articolo 27 - Sanzioni e provvedimenti 
  1. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere affinche' i  reati  stabiliti  in  conformita'  della
presente  Convenzione   siano   passibili   di   sanzioni   efficaci, proporzionate e dissuasive, tenuto conto della loro gravita'.  Queste
sanzioni dovranno includere pene consistenti nella  privazione  della liberta' che possano dar luogo all'estradizione. 
  2. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di  altro  genere  affinche'   le   persone   giuridiche   dichiarate
responsabili in applicazione dell'articolo  26,  siano  passibili  di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, che includano  ammende penali  e  non  ed  eventualmente  altri   provvedimenti   quali   in particolare: 
    • provvedimenti di esclusione dal titolo di  beneficio  di  o  di aiuto a carattere pubblico; 
    •  provvedimenti  di   temporanea   o   permanente   interdizione dell'esercizio di un' attivita' commerciale; 
    • collocamento sotto sorveglianza giudiziaria; 
    • provvedimenti giudiziari di liquidazione. 
  3. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere per: 
    a. permettere il sequestro e la confisca di: 
      - beni,  documenti  e  altri  mezzi  materiali  utilizzati  per commettere uno dei reati in conformita' alla presente  Convenzione  o
che ne lo abbiano facilitato la commissione; 
      - i prodotti derivati da tali reati o dei beni  il  cui  valore corrisponda a questi prodotti; 
    b. consentire la chiusura temporanea definitiva di ogni struttura utilizzata per perpetrare uno dei reati stabiliti in conformita' alla
presente Convenzione, senza pregiudizio dei diritti di terzi in buona fede, o vietare all'autore di questi reati,  a  titolo  temporaneo  o
definitivo, l'esercizio dell'attivita', professionale  o  volontaria, che comporti un contatto con bambini nel corso della quale tali reati
siano stati commessi. 
  4. Ciascuna Parte potra' adottare altri provvedimenti in  relazione ai rei, come il ritiro dei diritti parentali, il  monitoraggio  o  la
sorveglianza delle persone condannate.  
 5. Ciascuna Parte potra' decidere che i prodotti del  crimine  o  i beni confiscati in conformita' al presente  articolo  possano  venire
allocati ad un fondo speciale per finanziare programmi di prevenzione e di assistenza alle vittime di in dei reati delineati in conformita' alla presente Convenzione. 
 
 Articolo 28 - Circostanze aggravanti 
  Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere per assicurare che le seguenti circostanze, nel caso  in cui non rappresentino gia' elementi costitutivi di reato, in  accordo con  la  legislazione  interna,  possano  essere   considerate   come circostanze aggravanti nella determinazione delle  pene  relative  ai reati stabiliti in conformita' alla presente Convenzione: 
    a. qualora il reato abbia recato grave danno alla salute fisica o mentale della vittima; 
    b. qualora il reato sia  preceduto  o  accompagnato  da  atti  di tortura o da violenze gravi; 
    c. qualora  il  reato  sia  stato  commesso  contro  una  vittima particolarmente vulnerabile; 
    d. qualora il  reato  sia  stato  commesso  da  un  membro  della famiglia, una persona che abiti con il  bambino  o  una  persona  che abbia abusato della sua autorita'; 
    e. qualora il reato sia stato commesso  da  piu'  persone  agenti congiuntamente; 
    f.  qualora  il  reato  sia   stato   commesso   nell'ambito   di un'organizzazione criminale; 
    g. qualora il reo sia  stato  gia'  condannato  per  fatti  della stessa natura. 
 
  Articolo 29 - Precedenti condanne 
  Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere per prevedere la  possibilita'  di  tenere,  nell'ambito
della valutazione della pena, nella dovuta considerazione le condanne definitive  pronunciate  da  altra  Parte  per  reati  stabiliti   in
conformita' della presente Convenzione. 
 
Capitolo VII - Indagini, procedimenti e diritto procedurale

  Articolo 30 - Principi 
  1. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere affinche' le indagini e  procedure  penali  avvengano nell'interesse superiore e nel rispetto dei diritti del bambino. 
  2. Ciascuna Parte  dovra'  adottare  un  approccio  protettivo  nei confronti  delle  vittime,  assicurando  che   le   indagini   ed   i
procedimenti penali non aggravino il trauma subito dal bambino e  che la   risposta   penale   del   sistema   giuridico   si    accompagni all'assistenza, qualora opportuno. 
  3.  Ciascuna  Parte  dovra'  assicurare  che  le   indagini   e   i procedimenti penali siano effettuati con precedenza e siano  condotti
senza ingiustificato ritardo. 
  4. Ciascuna Parte dovra' assicurare che i provvedimenti adottati in conformita' al presente capitolo non  pregiudichino  i  diritti  alla
difesa e l'esigenza di un processo equo ed imparziale, in conformita' all'articolo 6  della  Convenzione  sulla  salvaguardia  dei  Diritti
dell'Uomo e delle Liberta' Fondamentali. 
  5. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro  genere,  in  conformita'  ai  principi  fondamentali  della
propria legislazione interna per: 
    - assicurare indagini e procedimenti efficaci dei reati stabiliti in  conformita'   alla   presente   Convenzione,   consentendo,   ove
appropriato, la possibilita' di condurre indagini sotto copertura; 
    - consentire alle unita' o servizi di indagine di identificare le vittime dei  reati  stabiliti  in  conformita'  all'articolo  20,  in
particolare  mediante  l'analisi   dei   materiali   di   pornografia infantile,  quali  le  fotografie,   le   registrazioni   audiovisive
accessibili, diffuse  o  trasmesse  per  mezzo  delle  tecnologie  di comunicazione e di informazione. 
 
  Articolo 31 - Provvedimenti generali di protezione 
  1. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere per  proteggere  i  diritti  e  gli  interessi  delle
vittime, in particolare in qualita' di testimoni, in tutti gli  stadi delle indagini e procedimenti penali, in particolare: 
    a tenendole informate sui propri diritti e  sui  servizi  a  loro disposizione e, a meno che non vogliano ricevere  tali  informazioni,
sui seguiti della loro denuncia, dei capi  d'accusa,  e  in  generale dell'andamento delle indagini o del procedimento e del loro ruolo  in tale ambito, cosi' come decisione assunta; 
    b assicurando, almeno nei casi  in  cui  le  vittime  e  le  loro famiglie si trovino in una situazione di pericolo, che possano essere
informate,  se  necessario,  di  qualsivoglia  rimessa  in   liberta' temporanea o definitiva della persona perseguita o condannata; 
    c facendo  si'  che  le  vittime,  conformemente  alle  norme  di procedura della legislazione interna, possano venire ascoltate, e che
possano fornire elementi di prova, nonche' scegliere i modi secondo i quali le loro opinioni, i loro bisogni e le loro preoccupazioni siano presentati ed esaminati direttamente o attraverso un intermediario; 
    d provvedendo loro un'assistenza  appropriata  affinche'  i  loro diritti e i loro interessi siano debitamente presentati e  tenuti  in
conto; 
    e proteggendo la loro vita privata, la loro identita' e  la  loro immagine, prendendo misure conformi  alla  legislazione  interna  per
prevenire la diffusione  pubblica  di  qualunque  informazione  possa condurre alla loro identificazione; 
    f assicurando che esse, cosi' come le loro famiglie e i testimoni a carico siano al riparo da intimidazioni, ritorsioni e nuovi abusi; 
    g assicurando che le vittime  ed  i  rei  non  siano  a  contatto diretto all'interno dei locali dei servizi di indagine e  dei  locali
giudiziari,  a  meno  che  le  autorita'  competenti   non   decidano diversamente, nell'interesse superiore del bambino o per le  esigenze dell'indagine o del procedimento. 
  2. Ciascuna Parte assicurera' che le vittime abbiano  accesso,  dal primo contatto con le autorita'  competenti,  alle  informazioni  sui
relativi procedimenti giudiziari e amministrativi. 
  3. Ciascuna Parte assicurera' che le  vittime  abbiano  accesso,  a titolo gratuito,  qualora  giustificato,  all'assistenza  legale  nel
momento  in  cui  sono  possa  ricoprire  il  ruolo  di   parte   nel procedimento penale. 
  4.  Ciascuna  Parte  assicurera'   all'autorita'   giudiziaria   la possibilita' di nominare un rappresentante speciale  per  la  vittima
quando, in virtu' della legislazione interna, questa possa  ricoprire il ruolo di parte nella procedura giudiziaria e coloro che ne abbiano
la responsabilita' parentale si  vedano  privati  della  facolta'  di rappresentarla  in  tale  contesto  a  seguito  di  un  conflitto  di
interessi con la stessa. 
  5. Ciascuna Parte assicurera' attraverso provvedimenti  legislativi o di altra natura e in  conformita'  alla  legislazione  interna,  la
possibilita' a  gruppi,  fondazioni,  associazioni  o  organizzazioni governative e non governative, di assistere e/o sostenere le vittime,
che lo consentano, nel corso dei procedimenti penali che riguardano i reati stabiliti nella presente Convenzione. 
  6. Ciascuna Parte vigilera' affinche'  le  informazioni  date  alle vittime, in conformita'  alle  disposizioni  del  presente  articolo,
siano adatte alla loro eta' e al loro grado di maturita', fornite  in un linguaggio per loro comprensibile. 
 
  Articolo 32 - Avvio dei procedimenti 
  Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere per assicurare che le indagini o i seguiti  relativi  ai
reati stabiliti in conformita' alla presente  Convenzione  non  siano subordinati  alla  dichiarazione  o  all'accusa  proveniente  da  una
vittima e che il procedimento continui  anche  nel  caso  in  cui  la vittima ritratti. 
 
  Articolo 33 - Prescrizione 
  Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere affinche' i termini di prescrizione per dare  inizio  ai
procedimenti riguardo ai reati stabiliti  in  conformita'  alla  agli articoli 18, 19 paragrafo 1.a e b, e 21, paragrafo 1.a  e  b  vengano
dilatati per una durata sufficiente a consentire  l'avvio  efficiente dei seguiti dopo che la vittima abbia raggiunto la  maggiore  eta'  e
che siano proporzionati alla gravita' del reato in questione. 
 
  Articolo 34 - Indagini 
    1. Ciascuna Parte adottera' i necessari  provvedimenti  affinche' le persone, le unita' o i servizi  incaricati  delle  indagini  siano
specializzati nella lotta contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali relativi ai bambini, o che ie persone siano formate a  questo  scopo. 
Detti  servizi  o  unita'  dovranno  disporre  di  adeguate   risorse finanziarie. 
    2. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di  altro  genere  affinche'  l'incertezza  sull'eta'  reale  della
vittima non pregiudichi l'avvio di un'inchiesta penale. 
 
  Articolo 35 - Colloqui con il bambino 
  1. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere affinche': 
    a. i colloqui con il bambino abbiano luogo  senza  alcun  ritardo ingiustificato dopo che i fatti siano stati segnalati alle  autorita'
competenti; 
    b. i colloqui con il bambino abbiano luogo, ove opportuno, presso locali concepiti o adattati a tale scopo; 
    c. i colloqui con il bambino vengano condotti  da  professionisti addestrati a questo scopo; 
    d. nel limite del possibile e,  ove  opportuno,  il  bambino  sia sempre sentito dalle stesse persone; 
    e. il numero dei colloqui sia  limitato  al  minimo  strettamente necessario al corso del procedimento penale; 
    f. il bambino possa essere accompagnato  dal  suo  rappresentante legale, o, in caso, da maggiorenne di  sua  scelta,  salvo  decisione contraria, motivata e assunta nei riguardi di tale persona. 
  2. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere affinche' i colloqui con la vittima, o ove opportuno,
con un  bambino  testimone  dei  fatti,  possano  essere  oggetto  di registrazioni audiovisive e che  tali  registrazioni  possano  essere accettate come prova durante il procedimento penale, in  accordo  con le norme previste dalla legislazione interna. 
  3. Quando l'eta' della vittima sia incerta e ci  siano  ragionevoli motivi di ritenere che questa sia un bambino, le misure  previste  ai
paragrafi 1 e 2 devono essere applicate nell'attesa che l'eta'  venga verificata e determinata. 
 
  Articolo 36 - Procedimenti giudiziari 
  1. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere, affinche' nel rispetto delle  regole  che  governano
l'autonomia delle professioni giudiziarie, venga  resa  possibile  la formazione in materia di diritti del bambino, di  sfruttamento  e  di
abusi sessuali relativi ai bambini,  a  vantaggio  degli  attori  dei procedimenti giudiziari, in particolare i giudici,  i  procuratori  e
gli avvocati. 
  2. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere affinche', nell'ambito  delle  norme  previste  dalla
legislazione interna: 
    a. il giudice  possa  ordinare  che  l'udienza  avvenga  a  porte chiuse; 
    b. la vittima possa venire ascoltata  in  udienza  senza  esservi presente, specie mediante il ricorso  di  appropriate  tecnologie  di
comunicazione. 
 
Capitolo VIII - Registrazione e conservazione di dati

  Articolo 37 - Registrazione e conservazione dei dati nazionali  sui condannati per i reati sessuali 
  1.  Ai  fini  della  prevenzione  e  della  repressione  dei  reati stabiliti in conformita' alla presente  Convenzione,  Ciascuna  Parte
assumera' le necessarie misure legislative  o  di  altro  genere  per registrare e conservare, in conformita'  alle  disposizioni  relative
alla protezione dei dati a carattere personale e  ad  altre  norme  e garanzie  appropriate,  quali  quelle  previste  dalla   legislazione
interna relative all'identita' cosi' come al profilo  genetico  (DNA) delle persone condannate per i reati stabiliti  in  conformita'  alla
presente Convenzione. 
  2. Ciascuna Parte, al momento della  firma  o  della  notifica  dei propri strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione  o  di
adesione, comunichera' al Segretario Generale del Consiglio  d'Europa i nomi e l'indirizzo della sola autorita' nazionale  responsabile  ai fini del paragrafo 1. 
  3. Ciascuna Parte adottera' le necessarie misure legislative  o  di altro genere  affinche'  le  informazioni  previste  al  paragrafo  1
possano venire trasmesse all'autorita' competente di un'altra  Parte, in conformita' alle condizioni stabilite dalla  propria  legislazione
interna e dagli strumenti internazionali pertinenti  
 
Capitolo IX - Cooperazione internazionale

  Articolo  38  -  Principi  generali  e   misure   di   cooperazione internazionale 
  1. Le Parti coopereranno in  conformita'  alle  disposizioni  della presente Convenzione, in applicazione degli strumenti  internazionali e regionali pertinenti che siano applicabili, degli accordi basati su legislazioni uniformi o  reciproche  e  sulla  legislazione  interna, nella misura piu' estesa possibile, al fine di: 
    a. prevenire e combattere lo sfruttamento e  gli  abusi  sessuali relativi ai bambini; 
    b. proteggere ed assistere le vittime; 
    c. condurre indagini o procedimenti concernenti  reati  stabiliti in conformita' alla presente Convenzione. 
  2. Ciascuna Parte adottera' i necessari provvedimenti legislativi o di altro genere  affinche'  le  vittime  di  un  reato  stabilito  in
conformita' alla presente Convenzione e perpetrato sul territorio  di una Parte diversa da  quella  nella  quale  esse  risiedono,  possano sporgere denuncia presso le autorita' competenti dello loro Stato  di residenza. 
  3. Se una Parte che subordina la mutua  assistenza  giudiziaria  in materia penale o l'estradizione all'esistenza di un trattato,  riceve
la richiesta di collaborazione in materia legale o l'estradizione  da una Parte con la quale essa non ha  concluso  un  siffatto  trattato,
essa puo' considerare la presente Convenzione quale base  legale  per la  mutua  assistenza   giudiziaria   in   materia   penale   o   per l'estradizione  rispetto  ai  reati  stabiliti  in  conformita'  alla presente Convenzione. 
  4. Ciascuna Parte dovra' impegnarsi ad integrare,  ove  necessario, la prevenzione e la lotta allo sfruttamento e agli abusi sessuali dei bambini  nei  programmi  di  assistenza  allo  sviluppo  condotti   a beneficio di Stati terzi. 
 
Capitolo X - Meccanismo di monitoraggio

  Articolo 39 - Comitato delle Parti 
  1. Il Comitato delle Parti e'  composto  dai  rappresentanti  delle Parti aderenti alla Convenzione. 
  2. Il Comitato delle Parti viene convocato dal Segretario  Generale del Consiglio d'Europa. La prima riunione  dovra'  tenersi  entro  un anno dall'entrata in vigore  della  presente  Convenzione  a  seguito della ratifica del decimo firmatario. In seguito, detto  Comitato  si riunira' a richiesta di almeno un terzo delle Parti o del  Segretario Generale. 
  3. Il Comitato delle Parti adotta il proprio regolamento interno. 
 
  Articolo 40 - Altri rappresentanti 
  1. L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, il  Commissario ai Diritti dell'Uomo, il Comitato Europeo per  i  problemi  criminali (CDPC) cosi' come  altri  comitati  intergovernativi  pertinenti  del Consiglio d'Europa, che designino ciascuno un  rappresentante  presso il Comitato delle Parti. 
  2. Il Comitato dei Ministri ha facolta' di  invitare  altri  organi del Consiglio  d'Europa  a  designare  un  rappresentante  presso  il
Comitato delle Parti, dopo averlo consultato. 
  3. Rappresentanti  della  societa'  civile,  in  particolare  delle organizzazioni non governative, possono venire ammessi,  in  qualita'
di  osservatori,  al  Comitato  delle  Parti,  secondo  la  procedura stabilita darle relative norme del Consiglio d'Europa. 
  4. I rappresentanti designati in virtu' dei sopra citati  paragrafi da 1 a 3, partecipano alle riunioni del Comitato  delle  Parti  senza
diritto di voto. 
 
  Articolo 41 - Funzioni del Comitato delle Parti 
  1.  Il  Comitato  delle  Parti  e'  incaricato  di  vigilare  sulla attuazione della presente Convenzione.  Le  norme  di  procedura  del
Comitato delle Parti determinano  le  modalita'  della  procedura  di valutazione sull'attuazione della presente Convenzione. 
  2. Il Comitato delle Parti e' incaricato di favorire  la  raccolta, l'analisi e  lo  scambio  di  informazioni,  di  esperienze  e  buone
pratiche fra gli Stati alfine di  potenziare  la  loro  capacita'  di prevenire e combattere lo sfruttamento e gli abusi sessuali  relativi
ai minori. 
  3.  Il  Comitato  delle  Parti  e'  altresi'  incaricato,   laddove opportuno di: 
    a. favorire l'utilizzo effettivo e  l'attuazione  della  presente Convenzione, inclusa l'individuazione di ogni  problema  in  materia,
cosi' come gli effetti di qualsivoglia dichiarazione o riserva  fatta in conformita' della presente Convenzione; 
    b. esprimere pareri su ogni questione  relativa  all'applicazione della presente Convenzione e favorire lo scambio  di  informazioni  e favorire lo scambio sugli  sviluppi  giuridici,  politici  o  tecnici significativi. 
  4. Il Comitato delle Parti, nell'esercizio delle  proprie  funzioni derivanti dal presente articolo, e' assistito  dal  Segretariato  del
Consiglio d'Europa. 
  5. Il Comitato  Europeo  per  i  problemi  del  Crimine  (CDPC)  e' periodicamente tenuto al corrente delle attivita' previste dai 1, 2 e
3 del presente articolo. 
 
Capitolo XI - Relazioni con altri strumenti internazionali

  Articolo 42 - Relazione con  la  Convenzione  delle  Nazioni  Unite relativa  ai  diritti  del  bambino  e  suo  Protocollo   facoltativo
concernente il traffico di bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia infantile 
  La  presente  Convenzione  non  incide  sui  diritti  ed   obblighi derivanti dalle disposizioni della Convenzione  delle  Nazioni  Unite
relativa ai diritti del bambino  ed  il  suo  Protocollo  facoltativo relativo ai traffico di bambini, la  prostituzione  di  minori  e  la
pornografia infantile; essa si prefigge di rafforzare  la  protezione avviata da tali strumenti e di potenziare e completare  le  norme  da
questi enunciate. 
 
  Articolo 43 - Relazioni con altri strumenti internazionali 
  1. La presente Convenzione  non  incide  sui  diritti  ed  obblighi derivanti dalle disposizioni di altri dispositivi ai quali aderiscono
o  aderiranno  le  Parti  di  questa  Convenzione,  dispositivi   che contengano disposizioni aderenti alla materia trattata dalla presente
Convenzione ed assicurino la piu' ampia protezione ed  assistenza  ai minori vittime di sfruttamento o di abusi sessuali. 
  2. Le Parti della Convenzione hanno facolta' di concludere  fra  di loro accordi  bilaterali  o  multilaterali  inerenti  alle  questioni
regolate dalla  presente  Convenzione,  al  fine  di  perfezionare  o rafforzare  le   disposizioni   della   presente   o   per   favorire
l'applicazione dei principi da questa sanciti. 
  3.  Le  Parti  che  sono  membri  dell'Unione  Europea   applicano, nell'ambito delle reciproche relazioni, le norme  della  Comunita'  e dell'Unione Europea nella misura in cui siano in essere  norme  della Comunita' o dell'Unione Europea che si riferiscano a tale particolare materia e si  applichino,  nel  caso  di  specie,  senza  pregiudizio dell'oggetto  e  dello  scopo  della  presente  Convenzione  e  senza pregiudizio della sua applicazione in toto nei confronti delle  altre Parti. 
 
Capitolo XII - Emendamenti alla Convenzione

  Articolo 44 - Emendamenti 
  1. Ogni emendamento alla presente Convenzione proposto da una Parte dovra'  venire  comunicato  al  Segretario  Generale  del   Consiglio d'Europa e, per il tramite di quest' ultimo,  venire  inoltrato  agli Stai Membri del Consiglio d'Europa, ad ogni altro  stato  firmatario, ad ogni Stato Parte, alla Comunita' Europea, ad ogni Stato invitato a firmare  la  presente  Convenzione,  in  conformita'   all'Art.   45, paragrafo 1, nonche' ad ogni Stato invitato ad aderire alla  presente Convenzione, in conformita' all' Art. 46 paragrafo 1. 
  2. Ogni emendamento proposto da una parte va comunicato al Comitato Europeo per i Problemi del Crimine (CDPC), che sottopone al  Comitato dei Ministri il proprio parere sul detto emendamento. 
  3. Il Comitato dei Ministri esamina l'emendamento  proposto  ed  il parere sottoposto dal CDPC e, previa consultazione con gli Stati  non aderenti alla presente Convenzione, puo' approvare l'emendamento. 
  4. Il testo di qualsivoglia emendamento approvato dal Comitato  dei Ministri, in conformita' al paragrafo 3 del presente articolo, verra'
comunicato alle Parti in vista della sua approvazione. 
  5. Qualsivoglia emendamento approvato in conformita' al paragrafo 3 del presente articolo, entrera' in vigore il primo  giorno  del  mese successivo alla scadenza di un periodo di un mese dalla data  in  cui tutte le Parti abbiano informato il Segretario  Generale  della  loro accettazione. 
 
Capitolo XIII - Clausole finali

  Articolo 45 - Firma ed entrata in vigore 
  1. La presente Convenzione e' aperta alla firma degli Stati  Membri del  Consiglio  d'Europa,  degli  Stati  non   membri   che   abbiano partecipato  alla  sua  elaborazione,  cosi'  come  della   Comunita' Europea. 
  2.  La  presente  Convenzione   verra'   sottoposta   a   ratifica, accettazione  o  approvazione.  Gli   strumenti   di   ratifica,   di
accettazione  o  di  approvazione  verranno  depositati   presso   il Segretario Generale del Consiglio d'Europa. 
  3. La presente Convenzione entrera' in vigore il primo  giorno  del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi  seguenti  la data in cui  5  firmatari,  dei  quali  almeno  3  Stati  Membri  del Consiglio  d'Europa  abbiano  espresso  il  loro  accordo  ad  essere vincolati alla Convenzione,  in  conformita'  alle  disposizioni  del paragrafo precedente. 
  4. Qualora uno Stato contemplato nel paragrafo  1  o  la  Comunita' Europea  esprimano  successivamente  il  proprio  accordo  ad  essere vincolati dalla Convenzione, quest'ultima entrera' in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo  di  tre  mesi seguenti  la  data  della  notifica  dello  strumento  di   ratifica, d'accettazione o dell'approvazione. 
 
  Articolo 46 - Adesione alla Convenzione 
  1. Dopo l'entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitato dei Ministri del  Consiglio  d'Europa  potra',  previa  consultazione
delle Parti della Convenzione ed averne ottenuto il consenso unanime, invitare qualsiasi Stato non membro del Consiglio d'Europa e che  non abbia partecipato all'elaborazione della Convenzione ad aderire  alla presente  Convenzione  in  virtu'  di   una   decisione   assunta   a maggioranza, prevista nell'Art.  20.d  dello  Statuto  del  Consiglio d'Europa ed all'unanimita' dei voti dei  rappresentanti  degli  Stati contraenti aventi diritto di seggio presso il Comitato dei Ministri. 
  2. Per tutti gli Stati aderenti, la Convenzione entrera' in  vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di  un  periodo  di
tre mesi seguenti la data della notifica dello strumento di  adesione presso il Segretario Generale del Consiglio d'Europa. 
 
  Articolo 47 - Applicazione territoriale 
  1. Tutti gli Stati aderenti o  la  Comunita'  Europea  possono,  al momento della firma o al momento della notifica del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, indicare il territorio ove la presente Convenzione verra' applicata. 
  2. Tutte le Parti potranno in  qualsiasi  momento  successivo,  per mezzo di una dichiarazione indirizzata  al  Segretario  Generale  del Consiglio   d'Europa,   estendere   l'applicazione   della   presente Convenzione  ad  ogni   altro   territorio   indicato   nella   detta
dichiarazione,  territorio  delle  cui  relazioni  internazionali  e' responsabile ed e' autorizzata ad assumere impegni  a  suo  nome.  La
Convenzione  entrera'  in  vigore,  per  quanto  attiene   a   questo territorio, il primo giorno del mese successivo alla scadenza  di  un
periodo di tre mesi seguenti la data di ricezione della dichiarazione da parte del Segretario Generale. 
  3. Qualsivoglia dichiarazione fatta in  virtu'  dei  due  paragrafi precedenti potra', per quanto attiene tutti i territori  indicati  da
questa dichiarazione, venire ritirata mediante  notifica  indirizzata al Segretario Generale del Consiglio  d'Europa.  Detto  ritiro  avra'
effetto il primo giorno del  mese  successivo  alla  scadenza  di  un periodo di tre mesi seguenti la data di ricezione della  notifica  da
parte del Segretario Generale. 
 
  Articolo 48 - Riserve 
  Non e' ammessa alcuna  riserva  alle  disposizioni  della  presente Convenzione,  eccetto  che  a  quelle  espressamente  previste.  Ogni riserva puo' venire ritirata in qualsiasi momento. 
 
  Articolo 49 - Denuncia 
  1. Ognuna  delle  Parti  ha  facolta',  in  qualsiasi  momento,  di denunciare la presente Convenzione inviandone notifica al  Segretario Generale del Consiglio d'Europa. 
  2. Detta denuncia avra' effetto il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi seguenti la data di ricezione della notifica da parte del Segretario Generale. 
 
 Articolo 50 - N otifica 
  Il Segretario Generale del  Consiglio  d'Europa  notifichera'  agli Stati membri del Consiglio d'Europa, a tutti gli Stati  firmatari,  a
tutti gli Stati Parte, alla Comunita'  Europea,  a  tutti  gli  Stati invitati a firmare  la  presente  Convenzione,  in  conformita'  alle
disposizioni dell'articolo 45, nonche' a tutti gli Stati invitati  ad aderire  alla   Convenzione,   in   conformita'   alle   disposizioni
dell'articolo 46: 
  a. ciascuna firma; 
  b. il deposito di ciascuno strumento di ratifica, di  accettazione, di approvazione o di adesione; 
  c. ciascuna data di entrata in vigore della  presente  Convenzione, in conformita' agli articoli 45 e 46; 
  d. ciascun emendamento adottato  in  conformita'  all'articolo  44, cosi' come la data di entrata in vigore di detto emendamento; 
  e. ciascuna riserva in virtu' dell'articolo 48; 
  f. ogni denuncia fatta in virtu' delle  disposizioni  dell'articolo 49; 
  g.  ogni  altro  atto,  notifica  o  comunicazione  attinente  alla presente Convenzione. 
  In  fede  di  che,  i  sottoscritti,  debitamente   autorizzati   a quest'effetto, hanno firmato la presente Convenzione. 
  Fatto a Lanzarote li' 25 ottobre 2007,  nelle  lingue  francese  ed inglese, entrambi  i  testi  facenti  ugualmente  fede,  in  un  solo
esemplare che verra' depositato  presso  gli  archivi  del  Consiglio d'Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d'Europa  ne  inviera' copia conforme a ciascuno degli Stati Membri del Consiglio  d'Europa, agli Stati non membri che abbiano partecipato alla elaborazione della presente Convenzione, alla Comunita' Europea e ad  ogni  altro  Stato invitato ad aderire alla presente Convenzione. 
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