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Art. 624 Codice Penale. Furto.

624. Furto (2)

Chiunque s'impossessa della cosa mobile [c.p. 631] altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516 [c.p. 29] (3).

Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l'energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico [c.c. 814; c.p. 625, 626, 646, 647, 649; c.n. 510, 593, 1146] (4).

Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7), e 625 (5) (6).

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(1) Per l'aumento della pena per i delitti non colposi di cui al presente titolo commessi in danno di persona portatrice di minorazione fisica, psichica o sensoriale, vedi l'art. 36, comma 1, L. 5 febbraio 1992, n. 104, come sostituito dal comma 1 dell'art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.

(2) Vedi il D.L. 5 luglio 1972, n. 288, e gli artt. 11, 43, 52, 219, R.D. 18 giugno 1931, n. 773, nonché il primo comma dell'art. 9, L. 18 aprile 1975, n. 110, in materia di sicurezza pubblica. Vedi, anche, l'art. 4, L. 8 agosto 1977, n. 533, in materia di ordine pubblico, come sostituito dall'art. 10, L. 26 marzo 2001, n. 128.

(3) Comma così modificato dall'art. 2, L. 26 marzo 2001, n. 128. Il testo precedentemente in vigore prevedeva la reclusione fino a tre anni e la multa da lire sessantamila a un milione. In passato la Corte costituzionale, con sentenza 11-17 febbraio 1971, n. 22 (Gazz. Uff. 24 febbraio 1971, n. 49), aveva dichiarato non fondata la questione di legittimità del presente articolo, nella parte relativa ai massimi edittali di pena, in riferimento agli artt. 3 e 27, Cost.; con sentenza 14-27 febbraio 1973, n. 18 (Gazz. Uff. 7 marzo 1973, n. 62), aveva dichiarato non fondata la questione di legittimità del presente articolo, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 27, terzo comma, e 42, primo comma, Cost.

(4) La Corte costituzionale, con sentenza 27 giugno-4 luglio 1974, n. 208 (Gazz. Uff. 10 luglio 1974, n. 180), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità del presente articolo, in riferimento all'art. 3 Cost.

(5) Comma aggiunto dall'art. 12, L. 25 giugno 1999, n. 205.

(6) Per l'aumento della pena per i delitti non colposi di cui al presente titolo commessi in danno di persona portatrice di minorazione fisica, psichica o sensoriale, vedi l'art. 36, comma 1, L. 5 febbraio 1992, n. 104, come sostituito dal comma 1 dell'art. 3, L. 15 luglio 2009, n. 94.

DOMANDE E RISPOSTE

  • Qual'è la differenza tra furto aggravato con il mezzo fraudolento e truffa?

?Il criterio distintivo tra il reato di furto, aggravato dall'uso del mezzo fraudolento, e il reato di truffa, va ravvisato nell'impossessamento mediante sottrazione invito domino che caratterizza il primo e manca nel secondo, nel quale, invece, il trasferimento del possesso della cosa avviene con il consenso del soggetto passivo, consenso viziato da errore per effetto degli artifici e raggiri posti in essere dall'agente.

Nel furto l'oggetto del reato viene sottratto al detentore eludendone la vigilanza contro la sua volontà, mentre nella truffa il possesso viene conseguito con atto di disposizione dello stesso soggetto passivo il cui consenso è viziato da artifici e raggiri posti in essere dall'agente.

Ricorre ad esempio il reato di furto aggravato ex art. 625 n. 2 c.p. nel comportamento di chi si impossessa di merce ponendola sul carrello e portandola fuori dda un supermercato passando per il varco delle informazioni ed esibendo al personale scontrino relativo ad acquisti effettuati il giorno precedente. (Cfr. Cass. n. 3478 del 5 febbraio 1998). 

  • La sottrazione di energia elettrica mediante la manomissione del contatore integra il reato di furto oppure quello di truffa?

Integra il reato di furto e non quello di truffa la sottrazione di energia elettrica attuata mediante la manomissione del contatore che alteri il sistema di misurazione dei consumi: detta misurazione ha la funzione di individuare l'entità dell'energia trasferita all'utente sicchè la condotta dell'agente prescinde dall'induzione in errore del somministrante ed è immediatamente diretta all'impossessamento della cosa per superare la contraria volontà del proprietario. (Cfr. Cass. Sez. Un. n. 10495 del 9 ottobre 1996). 

  • Quale reato commette chi effettua il rifornimento di benzina senza effettuare il relativo pagamento?

Commette il reato di furto, e non di insolvenza fraudolenta o truffa, chi, recatosi a fare rifornimento di benzina presso un distributore automatico, al momento di pagare il carburante si allontani senza effettuare il pagamento. (Cfr. Cass. Sez. Un. n.  del 5 dicembre 1964). 

  • Il furto può essere tentato?

Sì. Il furto è tentato se il fatto è stato commesso sotto il diretto controllo del personale di vigilanza dell'esercizio commerciale, intervenuto immediatamente dopo la sottrazione, senza che l'imputato si sia effettivamente impossessato del bene.Trib. Roma 22 febbraio 2016 n. 2303
ntegra sempre il reato di furto l'impossessamento di un documento di identità o di altri oggetti che conservino intatti i segni del legittimo possesso altrui, anche se smarriti dal titolare.  Trib. Roma 17 febbraio 2016 n. 2295

  • Può sussistere rapporto tra il reato di furto e quello di rapina impropria?

E' sussistente il rapporto di causa ad effetto tra il reato di furto, oggetto di iniziale programmazione criminosa, e quello di rapina impropria, commesso successivamente. Ciò perché è perfettamente prevedibile che uno dei concorrenti possa assumere condotte violente o minacciose per assicurarsi il profitto del furto o l'impunità. Vi è concorso anomalo soltanto se il compartecipe che volle il reato meno grave, pur non avendo previsto il fatto maggiormente offensivo, avrebbe potuto prevederlo come sviluppo logico dell'azione delittuosa convenuta. Cass. pen. 16 febbraio 2016 n. 9906

  • In quale caso sussiste l'aggravante della destrezza? 

In tema di furto, sussiste l'aggravante della destrezza laddove, come nella specie, il soggetto agente approfitti delle condizioni di calca all'interno di un mezzo di pubblico trasporto, pressando la stessa vittima, in maniera tale che la stessa, per le condizioni di minore attenzione determinate dalla situazione, non si avveda della manovra con cui le venga sottratto il portafogli dalla borsa.Trib. Roma 16 febbraio 2016 n. 1977

  • In quale caso sussiste l'aggravante del ricorso a mezzo fraudolento? 

In tema di furto, sussiste l'aggravante del ricorso a mezzo fraudolento laddove, come nella specie, il soggetto agente abbia sottratto energia elettrica all'ente erogante attraverso la realizzazione di un allacciamento abusivo alla rete elettrica e la manomissione del contatore per la misurazione dei consumi. Trib. Napoli 2 febbraio 2016 n. 1594

  • Il cassiere dell'istituto di credito che trasferisce denaro oppure se ne inmpossessi compie furto aggravato o appropriazione indebita?

Il cassiere dell'istituto di credito che, con movimentazioni fittizie, ponga in essere trasferimenti o prelievi di denaro dai conti correnti dei clienti, oppure che si impossessi del denaro contante che transita nella cassa, risponde di furto aggravato e non di appropriazione indebita, posto che egli di tali somme ha la mera momentanea detenzione senza alcun potere dispositivo. Cass. pen. 21 dicembre 2015 n. 10758

  • Colui che si impossessa del legname depositato in un piazzale davanti ad un esercizio commerciale risponde di furto?

Sì. Risponde del reato di furto ex art. 624 c.p. colui che si impossessa del legname depositato nel piazzale antistante un esercizio commerciale approfittando del fatto che fosse saltuariamente sorvegliato. Trib. Perugia 10 dicembre 2015 n. 823

Così come integra il reato di furto aggravato dall'esposizione della cosa alla pubblica fede la sottrazione, all'interno di un esercizio commerciale, di prodotti dotati di placca antitaccheggio, in quanto tale dispositivo, consistendo nella mera rilevazione acustica della merce occultata al passaggio alle casse, non ne consente il controllo a distanza che esclude l'esposizione della merce alla pubblica fede. Cass. pen. 16 ottobre 2015 n. 6168



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