D lgs n 58 2011 sul pieno completamento del mercato interno dei servizi postali della comunit a g u n 98 del 29 aprile 2011 »

D.Lgs. n.58/2011 sul pieno completamento del mercato interno dei servizi postali della Comunità . G.U. n. 98 del 29 aprile 2011.

 D.Lgs. 31 marzo 2011, n. 58 .Attuazione della direttiva 2008/6/CE che modifica la direttiva 97/67/CE, per quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno dei servizi postali della Comunita'. Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2011.

Art. 1 Modifiche al decreto legislativo 22  luglio  1999,  n.  261,  recante attuazione della direttiva 97/67/CE concernente regole  comuni  per lo sviluppo del mercato interno dei servizi  postali  comunitari  e per il miglioramento della qualita' del servizio 
 
  1. All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 22 luglio 1999,
n. 261, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) alla lettera b) la parola: «pubblica» e' soppressa; 
    b) la lettera c) e' sostituita  dalla  seguente:  «c)  "punti  di
accesso": ubicazioni fisiche comprendenti in particolare  gli  uffici
postali e le cassette postali messe a disposizione  del  pubblico,  o
sulla via pubblica o nei locali del fornitore del servizio universale
o dei fornitori dei servizi postali dove gli  invii  postali  possono
essere depositati dai mittenti nella rete postale;»; 
    c) la lettera d) e' sostituita dalla  seguente:  «d)  "raccolta":
l'operazione di raccolta degli invii postali da parte di un fornitore
di servizi postali;»; 
    d) la  lettera  f)  e'  sostituita  dalla  seguente:  «f)  "invio
postale": l'invio, nella forma definitiva al  momento  in  cui  viene
preso in consegna dal fornitore di servizi postali; si tratta,  oltre
agli  invii  di  corrispondenza,  di  libri,   cataloghi,   giornali,
periodici e similari nonche' di pacchi postali contenenti merci con o
senza valore commerciale;»; 
    e) alla lettera h), le parole da:  «definito»  a:  «lettera  p),»
sono soppresse; 
    f) la lettera o) e' sostituita dalla seguente: «o) "fornitore del
servizio universale": il fornitore di un servizio postale, pubblico o
privato, che fornisce un servizio postale universale  sul  territorio
nazionale e la cui identita' e' stata notificata alla Commissione;»; 
    g) la lettera p) e' soppressa; 
    h) la lettera q) e' sostituita dalla seguente: 
    «q) "autorizzazioni": ogni titolo abilitativo  che  stabilisce  i
diritti e gli obblighi specifici nel settore postale e  che  consente
alle imprese di fornire servizi postali e, se del caso, creare ovvero
gestire le proprie reti per la fornitura di tali servizi, sotto forma
di  "autorizzazione  generale"  oppure  di   "licenza   individuale",
definite come segue: 
      1)  "autorizzazione  generale":  ogni  autorizzazione  che  non
richiede al fornitore di un servizio postale interessato di  ottenere
una esplicita  decisione  da  parte  dell'amministrazione  competente
prima  dell'esercizio  dei  diritti  derivanti   dall'autorizzazione,
indipendentemente dal fatto che questa sia regolata da  una  "licenza
per categoria" o da norme di legge generali e che sia prevista o meno
per essa una procedura di registrazione o di dichiarazione; 
      2)  "licenza   individuale":   ogni   autorizzazione   concessa
dall'amministrazione  competente,   la   quale   conferisce   diritti
specifici ad un fornitore di servizi postali ovvero che assoggetta le
operazioni di  tale  impresa  ad  obblighi  specifici  che  integrano
l'autorizzazione  generale,  qualora  detto   fornitore   non   possa
esercitare i diritti di cui trattasi in assenza di  previa  decisione
dell'amministrazione competente;»; 
    i) la lettera u) e'  sostituita  dalla  seguente:  «u)  "esigenze
essenziali": i motivi di interesse generale e di natura non economica
che possono portare ad imporre condizioni in materia di fornitura  di
servizi postali,  quali  la  riservatezza  della  corrispondenza,  la
sicurezza del funzionamento della rete in  materia  di  trasporto  di
sostanze pericolose, il rispetto delle condizioni  di  lavoro  e  dei
sistemi di sicurezza sociale previsti dalla legge, dai regolamenti  o
dalle disposizioni amministrative  ovvero  dagli  accordi  collettivi
negoziati tra le parti sociali nazionali in  conformita'  al  diritto
comunitario e nazionale e, nei  casi  in  cui  sia  giustificato,  la
protezione  dei   dati,   la   tutela   dell'ambiente   e   l'assetto
territoriale; la protezione dei dati puo' comprendere  la  protezione
dei dati personali, la riservatezza delle  informazioni  trasmesse  o
conservate, nonche' la tutela della vita privata;»; 
    l) dopo la lettera u), sono aggiunte, in fine, le seguenti: 
      «u-bis) "fornitore  di  un  servizio  postale":  l'impresa  che
fornisce uno o piu' servizi postali; 
      u-ter) "invii di  posta  massiva":  invii  non  raccomandati  o
assicurati  diversi  dalla  pubblicita'  diretta  per  corrispondenza
consegnati in grandi quantita' ai fornitori di servizi postali presso
i punti di accesso individuati dai fornitori stessi; 
      u-quater)   "Autorita'    nazionale    di    regolamentazione":
l'organismo designato a svolgere le funzioni di regolamentazione  del
settore postale di cui alla direttiva  2008/6/CE,  di  seguito  anche
"autorita' di regolamentazione"; 
      u-quinquies) "servizi  forniti  a  tariffa  unitaria":  servizi
postali la cui tariffa e' fissata per invii postali singoli.». 
  2. L'articolo 2 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261,  e'
sostituito dal seguente: 
  «Art.  2  (Autorita'  nazionale  di  regolamentazione  del  settore
postale). - 1. E' istituita l'Agenzia nazionale  di  regolamentazione
del settore postale, di seguito  denominata "Agenzia",  la  quale  e'
designata autorita' nazionale  di  regolamentazione  per  il  settore
postale  ai  sensi  dell'articolo  22  della  direttiva  97/67/CEE  e
successive modificazioni. 
  2. L'Agenzia e' soggetto giuridicamente distinto  e  funzionalmente
indipendente rispetto agli operatori del settore postale. 
  3.  L'Agenzia  opera  sulla   base   di   principi   di   autonomia
organizzativa, tecnico-operativa, gestionale,  di  trasparenza  e  di
economicita'.  Per  quanto  non  previsto  dal   presente   articolo,
all'Agenzia si applicano gli articoli 8 e 9 del  decreto  legislativo
30 luglio 1999, n. 300. 
  4. L'Agenzia svolge, con indipendenza di valutazione e di giudizio,
le seguenti funzioni: 
    a) regolazione dei mercati postali; 
    b) partecipazione ai lavori e alle attivita' dell'Unione  europea
e internazionali entro i limiti delle competenze di attribuzione; 
    c) adozione di provvedimenti regolatori in materia di qualita'  e
caratteristiche del servizio postale universale di  cui  all'articolo
12,  anche  con  riferimento  alla  determinazione  dei  criteri   di
ragionevolezza  funzionali  alla   individuazione   dei   punti   del
territorio nazionale necessari a garantire una regolare  ed  omogenea
fornitura del servizio; 
    d) adozione di provvedimenti regolatori  in  materia  di  accesso
alla rete postale e relativi servizi,  determinazione  delle  tariffe
dei settori regolamentati e promozione della concorrenza nei  mercati
postali; 
    e) svolgimento, anche attraverso soggetti  terzi,  dell'attivita'
di monitoraggio, controllo e verifica del  rispetto  di  standard  di
qualita' del servizio postale universale; 
    f) vigilanza - anche avvalendosi degli  organi  territoriali  del
Ministero dello sviluppo economico - sull'assolvimento degli obblighi
a carico del fornitore del servizio universale e su quelli  derivanti
da  licenze  ed  autorizzazioni,  con  particolare  riferimento  alle
condizioni generali della fornitura dei servizi postali; 
    g) analisi e monitoraggio dei mercati  postali,  con  particolare
riferimento ai prezzi dei servizi, anche mediante l'istituzione di un
apposito osservatorio. 
  5. L'Agenzia e' dotata di potere sanzionatorio, nel rispetto  delle
disposizioni dell'articolo 21, in caso  di  inosservanza  dei  propri
provvedimenti o in caso di mancata  ottemperanza  anche  parziale  da
parte dei soggetti esercenti i  servizi  postali  alle  richieste  di
informazioni, o a quelle  connesse  all'effettuazione  dei  controlli
ovvero nel caso in cui le informazioni e i  documenti  acquisiti  non
siano veritieri. 
  6.  Le  funzioni   dell'Agenzia   di   programmazione,   indirizzo,
regolazione e controllo nelle materie di cui al comma 4 sono affidate
ad un Collegio costituito da tre membri, di cui uno con  funzioni  di
Presidente, nominati con decreto  del  Presidente  della  Repubblica,
previa deliberazione del Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del
Ministro dello sviluppo economico.  Le  designazioni  effettuate  dal
Governo  sono  previamente  sottoposte  al  parere  delle  competenti
Commissioni parlamentari. In nessun caso  le  nomine  possono  essere
effettuate in mancanza del parere favorevole espresso dalle  predette
Commissioni. Le medesime Commissioni possono procedere  all'audizione
delle persone designate.  I  membri  del  Collegio  sono  scelti  tra
persone  dotate  di  indiscusse  moralita'  e  indipendenza,  alta  e
riconosciuta professionalita' e competenza nel settore. La carica  di
componente del  Collegio  e'  incompatibile  con  incarichi  politici
elettivi, ne' possono essere nominati componenti coloro  che  abbiano
interessi  di  qualunque  natura  in  conflitto   con   le   funzioni
dell'Agenzia.  Il   Collegio   adotta   le   deliberazioni   relative
all'esercizio delle funzioni dell'Agenzia e irroga le sanzioni di cui
al comma 5. Le funzioni di controllo  di  regolarita'  amministrativo
contabile e di verifica sulla regolarita' della gestione dell'Agenzia
sono affidate al Collegio dei revisori al quale si applica l'articolo
8, comma 4, lettera h), del decreto legislativo 30  luglio  1999,  n.
300. Il  presidente  del  Collegio  dei  revisori  e'  designato  dal
Ministro dell'economia e delle finanze. 
  7.  Il   direttore   generale   svolge   funzioni   di   direzione,
coordinamento  e  controllo  della  struttura  dell'Agenzia.  Formula
proposte  al  Collegio,  da'  attuazione  alle  deliberazioni  e   ai
programmi da questo approvati e assicura gli adempimenti di carattere
tecnico-amministrativo, relativi alle attivita'  dell'Agenzia  ed  al
perseguimento  delle  sue  finalita'  istituzionali.   Il   direttore
generale e' nominato per un periodo di cinque anni, non  rinnovabili,
con la procedura prevista  dall'articolo  8,  comma  3,  del  decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300.  Al  direttore  generale  non  si
applica il comma 8 dell'articolo 19 del decreto legislativo 30  marzo
2001, n. 165. 
  8. Il trattamento economico onnicomprensivo spettante al Presidente
del  Collegio  e  a   ciascuno   dei   suoi   componenti   e'   pari,
rispettivamente, ad euro 150.000 e euro 120.000 annui. Al  Presidente
e a ciascun componente, dipendenti da pubbliche amministrazioni,  che
optino per il mantenimento  del  proprio  trattamento  economico,  e'
corrisposta una indennita' pari, rispettivamente, ad  euro  60.000  e
euro 40.000 annui. Gli oneri derivanti dall'attuazione  del  presente
comma sono coperti nell'ambito delle risorse di cui al comma 14. 
  9. I membri del Collegio dell'Agenzia durano in carica tre  anni  e
possono essere confermati una sola  volta.  A  pena  di  decadenza  i
membri del Collegio e il direttore generale non  possono  esercitare,
direttamente o indirettamente, alcuna attivita'  professionale  o  di
consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o
privati ne' ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura,  ivi
compresi gli incarichi  elettivi  o  di  rappresentanza  nei  partiti
politici, ne' avere  interessi  diretti  o  indiretti  nelle  imprese
operanti nel settore.  I  componenti  del  Collegio  e  il  direttore
generale,  ove  dipendenti   di   amministrazioni   pubbliche,   sono
obbligatoriamente  collocati  fuori  ruolo  o  in  aspettativa  senza
assegni, per l'intera durata dell'incarico ed il  relativo  posto  in
organico e' reso indisponibile per tutta la durata dell'incarico. 
  10. Per almeno dodici mesi dalla cessazione dell'incarico, i membri
del  Collegio  dell'Agenzia  e  il  direttore  generale  non  possono
intrattenere,   direttamente   o    indirettamente,    rapporti    di
collaborazione, di consulenza o di impiego con  le  imprese  operanti
nel settore. La violazione di tale divieto e' punita,  salvo  che  il
fatto costituisca reato, con una sanzione  amministrativa  pecuniaria
pari  ad  un'annualita'  dell'importo  del  corrispettivo  percepito.
All'imprenditore  che  abbia  violato  tale  divieto  si  applica  la
sanzione amministrativa  pecuniaria  pari  allo  0,5  per  cento  del
fatturato e, comunque, non inferiore a euro 150.000 e non superiore a
euro 10 milioni, e, nei casi piu' gravi  o  quando  il  comportamento
illecito sia stato reiterato, la revoca  dell'atto  autorizzativo.  I
limiti massimo e minimo di tali sanzioni sono rivalutati  secondo  il
tasso di variazione annuo dell'indice dei prezzi al  consumo  per  le
famiglie di operai e impiegati rilevato dall'ISTAT. 
  11. Il Collegio  dell'Agenzia  puo'  essere  sciolto  per  gravi  e
motivate ragioni, inerenti al corretto funzionamento  dell'Agenzia  e
al  perseguimento  dei  suoi  fini  istituzionali,  con  decreto  del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del  Consiglio  dei
Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico.  Con  il
medesimo  decreto  e'  nominato  un  commissario  straordinario,  che
esercita, per un periodo non superiore a sei mesi,  le  funzioni  del
Collegio dell'Agenzia. Entro il termine di cui al periodo precedente,
si procede al  rinnovo  del  Collegio  dell'Agenzia,  secondo  quanto
disposto dal comma 6. 
  12. Sono trasferite all'Agenzia le funzioni  di  cui  al  comma  4,
attualmente svolte dal Ministero dello sviluppo economico - Direzione
generale  per  la  regolamentazione  del  settore  postale,  di   cui
all'articolo 21  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28
novembre 2008, n. 197, con le inerenti risorse umane,  finanziarie  e
strumentali. Il personale trasferito  dal  Ministero  dello  sviluppo
economico non potra' superare 1'80 per cento  della  consistenza  del
personale assegnato alla data del 31 dicembre 2010 presso  la  stessa
direzione generale. 
  13. Al personale che  accede  al  ruolo  organico  dell'Agenzia  e'
riconosciuta una  collocazione  professionale  equivalente  a  quella
ricoperta nel precedente rapporto di lavoro e continua ad  applicarsi
la contrattazione collettiva del  comparto  di  provenienza,  nonche'
l'inquadramento  previdenziale  del  comparto  di   provenienza,   in
riferimento sia al trattamento pensionistico che  al  trattamento  di
fine servizio o fine rapporto. 
  14.  Agli  oneri  derivanti  dal  funzionamento   dell'Agenzia   si
provvede: 
    a) mediante apposito Fondo iscritto nello stato di previsione del
Ministero dello sviluppo economico, al quale confluiscono le  risorse
finanziarie di cui al comma 12; 
    b) mediante un contributo di importo non  superiore  all'uno  per
mille dei ricavi dell'ultimo esercizio relativi al  settore  postale,
versato da tutti gli operatori del settore medesimo, e al netto,  per
il fornitore del servizio universale, dell'onere relativo al servizio
universale stesso e dei  proventi  per  i  servizi  affidati  in  via
esclusiva, di cui all'articolo 4. Il contributo e' versato  entro  il
31 luglio di ogni anno e le relative somme  affluiscono  direttamente
al bilancio dell'Agenzia. Fatto salvo quanto previsto dal  comma  18,
la misura del contributo e le modalita'  di  versamento  al  bilancio
dell'Agenzia sono determinate con decreto del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sentita l'Agenzia. 
  15. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare,
di concerto con il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e  il
Ministro per la pubblica amministrazione e  l'innovazione,  entro  un
mese dalla data di entrata  in  vigore  del  decreto  legislativo  di
attuazione  della  direttiva  2008/6/CE,  e'  approvato  lo   statuto
dell'Agenzia, con  cui  sono  definite,  nel  rispetto  del  presente
decreto, le  finalita'  e  i  compiti  istituzionali,  i  criteri  di
organizzazione e funzionamento,  le  competenze  degli  organi  e  le
modalita' di esercizio delle funzioni. 
  16. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare,
di concerto con il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e  il
Ministro per la pubblica amministrazione e  l'innovazione,  entro  un
mese dalla data di adozione del decreto di cui al comma 15 e  secondo
i  criteri  da  esso  stabiliti,  e'  approvato  il  regolamento  che
definisce l'organizzazione e il funzionamento interni dell'Agenzia  e
ne determina il ruolo organico, nel limite di 60 unita'. 
  17. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da  adottare
entro quindici giorni dalla data di emanazione del decreto di cui  al
comma 16, sono individuate le  risorse  di  personale  e  le  risorse
strumentali del Ministero da  trasferire  all'Agenzia  ai  sensi  del
comma 12 e ne e' disposto il trasferimento. 
  18. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
adottare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro
quindici giorni dalla data di adozione del decreto di  cui  al  comma
17, e' stabilito l'ammontare delle  risorse  finanziarie  di  cui  al
comma 12, entro il limite dell'80 per cento delle risorse disponibili
a legislazione vigente per il Ministero dello  sviluppo  economico  -
Direzione generale per la regolamentazione  del  settore  postale,  e
sono conseguentemente rideterminate le relative dotazioni finanziarie
del Ministero dello sviluppo economico. Con il medesimo decreto  sono
altresi' determinate, in sede di prima applicazione,  la  misura  del
contributo, di cui alla lettera b) del comma 14, e  le  modalita'  di
versamento al bilancio dell'Agenzia. A decorrere dal secondo anno  di
attivita' dell'Agenzia, la dotazione del Fondo di cui alla lettera a)
del  comma  14  puo'  essere  ridotta  con   decreto   del   Ministro
dell'economia e delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  dello
sviluppo economico, sulla base del gettito effettivo  del  contributo
di cui alla lettera b) del medesimo comma  e  dei  costi  complessivi
dell'Agenzia. 
  19.  L'Agenzia  adotta  un  proprio  regolamento  di  contabilita',
ispirato,  ove  richiesto  dall'attivita'  dell'Agenzia,  a  principi
civilistici, anche in deroga  alle  disposizioni  sulla  contabilita'
pubblica. Il regolamento di cui al presente comma e' sottoposto  alla
preventiva approvazione del Ministero dello  sviluppo  economico,  di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. 
  20. L'Agenzia si avvale del patrocinio dell'Avvocatura dello  Stato
ai sensi dell'articolo 43 del regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611. 
  21. Il Ministro dello sviluppo economico trasmette  al  Parlamento,
entro  il  31  marzo  di  ciascun  anno,  una  relazione  predisposta
dall'Agenzia sull'attivita' da essa svolta nell'anno precedente. 
  22. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.». 
  3. L'articolo 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261,  e'
sostituito dal seguente: 
  «Art. 3 (Servizio universale). - 1. E' assicurata la fornitura  del
servizio universale  e  delle  prestazioni  in  esso  ricomprese,  di
qualita' determinata, da fornire permanentemente in tutti i punti del
territorio nazionale, incluse le situazioni particolari  delle  isole
minori  e  delle  zone  rurali  e  montane,  a   prezzi   accessibili
all'utenza. 
  2.  Il  servizio  universale,  incluso   quello   transfrontaliero,
comprende: 
    a) la raccolta, il trasporto, lo smistamento e  la  distribuzione
degli invii postali fino a 2 kg; 
    b) la raccolta, il trasporto, lo smistamento e  la  distribuzione
dei pacchi postali fino a 20 kg; 
    c) i servizi relativi  agli  invii  raccomandati  ed  agli  invii
assicurati. 
  3. Le dimensioni minime e massime degli invii  postali  considerati
sono  quelle   fissate   nelle   disposizioni   pertinenti   adottate
dall'Unione postale universale. 
  4. A decorrere dal 1°  giugno  2012,  la  pubblicita'  diretta  per
corrispondenza e' esclusa dall'ambito del servizio universale. 
  5. Il servizio universale e' caratterizzato come segue: 
    a) la qualita' e' definita  nell'ambito  di  ciascun  servizio  e
trova riferimento nella normativa europea; 
    b) il servizio e' prestato  in  via  continuativa  per  tutta  la
durata dell'anno; 
    c) la dizione "tutti i  punti  del  territorio  nazionale"  trova
specificazione,  secondo  criteri   di   ragionevolezza,   attraverso
l'attivazione di un congruo numero di punti di accesso,  al  fine  di
tenere  conto  delle  esigenze  dell'utenza.   Detti   criteri   sono
individuati con provvedimento dell'autorita' di regolamentazione; 
    d) la determinazione  del  "prezzo  accessibile"  deve  prevedere
l'orientamento ai costi  in  riferimento  ad  un'efficiente  gestione
aziendale. 
  6. Il fornitore del servizio universale  garantisce  per  almeno  5
giorni a settimana: 
    a) una raccolta; 
    b) una distribuzione  al  domicilio  di  ogni  persona  fisica  o
giuridica  o,  in  via   di   deroga,   alle   condizioni   stabilite
dall'autorita' di regolamentazione in installazioni appropriate. 
  7. E' fatta salva la fornitura a giorni alterni, che e' autorizzata
dall'autorita'  di  regolamentazione,  in  presenza  di   particolari
situazioni  di  natura  infrastrutturale  o  geografica   in   ambiti
territoriali con una densita' inferiore a 200 abitanti/kmq e comunque
fino ad un massimo di un ottavo  della  popolazione  nazionale.  Ogni
circostanza eccezionale ovvero ogni deroga concessa dall'autorita' di
regolamentazione ai sensi  del  presente  comma  e'  comunicata  alla
Commissione europea. 
  8. Il servizio universale risponde alle seguenti necessita': 
    a) offrire un  servizio  tale  da  garantire  il  rispetto  delle
esigenze essenziali; 
    b) offrire agli utenti, in condizioni  analoghe,  un  trattamento
identico; 
    c) fornire un  servizio  senza  discriminazioni,  soprattutto  di
ordine politico, religioso o ideologico; 
    d)  fornire  un  servizio  ininterrotto,  salvo  casi  di   forza
maggiore; 
    e)  evolvere  in  funzione  del  contesto  tecnico,  economico  e
sociale, nonche' delle esigenze dell'utenza. 
  9. Restano impregiudicate le misure  che  le  competenti  autorita'
adottano per motivi di interesse pubblico riconosciuti  nel  Trattato
sul funzionamento dell'Unione europea, segnatamente agli articoli  36
e 52, e che riguardano  in  particolare  la  moralita'  pubblica,  la
pubblica  sicurezza,  comprese  le  indagini  criminali,  e  l'ordine
pubblico. 
  10. Il fornitore del servizio universale e' tenuto a informare  gli
utenti  nonche'   i   fornitori   di   servizi   postali   circa   le
caratteristiche del servizio universale offerto, in  particolare  per
quanto riguarda le condizioni  generali  di  accesso  ai  servizi,  i
prezzi e il livello di qualita'.  L'informativa,  avente  ad  oggetto
notizie precise ed  aggiornate,  ha  cadenza  regolare  e,  comunque,
almeno  annuale.  L'informativa   avviene   a   mezzo   di   adeguata
pubblicazione.  L'autorita'   di   regolamentazione   comunica   alla
Commissione europea le modalita' con cui  sono  rese  disponibili  le
informazioni di cui al presente comma. 
  11. Il fornitore del servizio universale e' designato nel  rispetto
del principio di trasparenza, non discriminazione e proporzionalita'.
La designazione e' effettuata sulla base dell'analisi dei  costi  del
servizio universale nonche' dei seguenti criteri: 
    a)  garanzia  della  continuita'  della  fornitura  del  servizio
universale  in  considerazione  del  ruolo  da  questo  svolto  nella
coesione economica e sociale; 
    b) redditivita' degli investimenti; 
    c) struttura organizzativa dell'impresa; 
    d) stato economico dell'impresa nell'ultimo triennio; 
    e) esperienza di settore; 
    f) eventuali pregressi rapporti con la  pubblica  amministrazione
nel settore specifico, con esito positivo. 
  12. L'onere per la fornitura del servizio universale e' finanziato: 
    a) attraverso trasferimenti posti a  carico  del  bilancio  dello
Stato. Gli importi dei trasferimenti sono quantificati nel  contratto
di programma fra il Ministero dello sviluppo economico e il fornitore
del  servizio  universale,  secondo  le  modalita'   previste   dalla
normativa vigente; 
    b) attraverso il fondo di compensazione di  cui  all'articolo  10
del presente decreto. 
  13.  Il  calcolo  del  costo  netto  del  servizio  universale   e'
effettuato nel rispetto degli  orientamenti  di  cui  all'allegato  I
della direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del
15 dicembre 1997, inserito dalla direttiva 2008/6/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008. 
  14. L'autorita' di regolamentazione rende pubblica  annualmente  la
quantificazione dell'onere del servizio universale e le modalita'  di
finanziamento dello stesso.». 
  4. L'articolo 4 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261,  e'
sostituito dal seguente: 
  «Art. 4 (Servizi affidati in  esclusiva).  -  1.  Per  esigenze  di
ordine pubblico, sono affidati in  via  esclusiva  al  fornitore  del
servizio universale: 
    a) i servizi inerenti le notificazioni di atti a mezzo posta e di
comunicazioni a mezzo posta connesse con  la  notificazione  di  atti
giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890,  e  successive
modificazioni; 
    b) i servizi inerenti le  notificazioni  a  mezzo  posta  di  cui
all'articolo 201 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.». 
  5. All'articolo 5 del decreto legislativo 22 luglio 1999,  n.  261,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma  1,  dopo  le  parole:  «licenza  individuale»,  sono
aggiunte, in  fine,  le  seguenti:  «da  parte  del  Ministero  dello
sviluppo economico»; 
    b) al comma 2,  dopo  le  parole:  «servizi  in  questione»  sono
aggiunte, in fine, le seguenti: «ovvero a obblighi  di  contribuzione
finanziaria  ai  meccanismi  di  condivisione  dei   costi   di   cui
all'articolo 10 del presente decreto.»; 
    c) al comma 4, sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) le parole: «regolamento del Ministro delle comunicazioni, da
emanarsi  entro  novanta  giorni»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«provvedimento dell'autorita' di regolamentazione da  emanarsi  entro
centottanta giorni»; 
      2) dopo le parole: «gli obblighi a carico  dei  titolari  delle
licenze stesse,» sono inserite le seguenti: «compresi gli obblighi in
materia di condizioni di lavoro di cui all'articolo 18-bis,». 
  6. All'articolo 6 del decreto legislativo 22 luglio 1999,  n.  261,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, le parole:  «dell'autorita'  di  regolamentazione»
sono  sostituite  dalle  seguenti:  «del  Ministero  dello   sviluppo
economico»; 
    b) dopo il comma 1, e' inserito il seguente: 
  «1-bis. Il rilascio  dell'autorizzazione  generale,  anche  per  il
fornitore del servizio universale, tenuto conto della situazione  del
mercato  e  dell'organizzazione  dei  servizi  postali,  puo'  essere
subordinato a specifici obblighi del servizio universale con riguardo
anche alla qualita', alla disponibilita' e all'esecuzione dei servizi
in questione, ovvero  a  obblighi  di  contribuzione  finanziaria  ai
meccanismi di condivisione dei  costi  di  cui  all'articolo  10  del
presente decreto. Detti obblighi sono determinati  con  provvedimento
dell'autorita' di regolamentazione.»; 
    c) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
  «2.  Con  provvedimento  dell'autorita'  di  regolamentazione,   da
emanarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo di attuazione  della  direttiva  2008/6/CE,  sono
individuati  i  casi  in  cui   l'attivita'   puo'   essere   avviata
contestualmente all'invio  al  Ministero  dello  sviluppo  economico,
mediante posta elettronica certificata o raccomandata con  avviso  di
ricevimento, della segnalazione certificata di inizio attivita'  e  i
casi nei quali l'attivita'  puo'  avere  inizio  dopo  quarantacinque
giorni dal ricevimento della relativa comunicazione,  salvo  che  sia
comunicato il diniego da parte del Ministero; in caso di richiesta di
chiarimenti o di documenti, il predetto termine e' sospeso fino  alla
ricezione di questi ultimi. L'atto di  assenso,  se  illegittimamente
formato,  e'  annullato,  salvo  che  l'interessato   provveda,   ove
possibile, a sanare il vizio entro il termine assegnatogli.»; 
    d) al comma 3, sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) le  parole:  «Con  il  regolamento»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «Con il provvedimento»; 
      2) dopo le parole: «autorizzazione generale,», sono inserite le
seguenti: «compresi gli obblighi in materia di condizioni  di  lavoro
di cui all'articolo 18-bis,». 
  7. All'articolo 7 del decreto legislativo 22 luglio 1999,  n.  261,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
  «1. Il fornitore del servizio universale e' tenuto ad istituire  la
separazione contabile sulla base  di  principi  di  contabilita'  dei
costi  applicati  coerentemente  e   obiettivamente   giustificabili,
distinguendo chiaramente tra i singoli  servizi  ed  i  prodotti  che
fanno parte del servizio universale e quelli che ne sono esclusi.»; 
    b) al comma 2, sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) nell'alinea, le parole: «riservati  e  non  riservati»  sono
soppresse; 
      2) alla lettera a) la parola: «particolare» e' sostituita dalle
seguenti: «o prodotto particolare»; 
      3) alla lettera b),  le  parole:  «particolare  servizio»  sono
sostituite dalle seguenti: «servizio o prodotto particolare»; 
      4) alla lettera  b),  numero  3),  la  parola:  «riservati»  e'
sostituita dalla seguente: «universali»; 
      5) alla  lettera  b),  dopo  il   numero  3),  e' aggiunto,  in
fine, il seguente: 
  «3-bis) I costi comuni necessari  per  la  prestazione  di  servizi
universali  e  di  servizi  non  universali  sono  imputati  in  modo
appropriato; ai servizi universali e ai servizi non universali devono
essere applicati gli stessi fattori di costo.»; 
    c) al comma 3, il primo periodo e' sostituito dal  seguente:  «La
conformita' del sistema di separazione contabile e' verificata da  un
organismo  competente  indipendente  dal   fornitore   del   servizio
universale ed incaricato di certificare il bilancio del fornitore del
servizio universale.»; 
    d) dopo il comma 3, sono aggiunti, in fine, i seguenti: 
  «3-bis. L'autorita' di regolamentazione puo' adottare altri sistemi
di contabilita' dei costi, compatibili con le previsioni  di  cui  al
comma 2. Di tale adozione l'autorita' informa la Commissione  europea
prima della relativa applicazione. 
  3-ter.  L'autorita'  di  regolamentazione  tiene   a   disposizione
informazioni,  sufficientemente  dettagliate,  circa  i  sistemi   di
contabilita'  dei  costi  applicati  dal   fornitore   del   servizio
universale e trasmette dette informazioni alla  Commissione  europea,
su richiesta. 
  3-quater. Su richiesta dell'autorita' di regolamentazione  e  della
Commissione  europea,  i  fornitori  di  servizi  postali  mettono  a
disposizione,  in  via  riservata,  le  informazioni  dettagliate  in
materia di contabilita' risultanti dai sistemi  di  cui  al  presente
articolo. 
  3-quinquies. I fornitori di servizi postali che  contribuiscono  al
fondo di compensazione di cui all'articolo 10  del  presente  decreto
assicurano la separazione della contabilita' al fine di garantire  il
funzionamento del fondo stesso.». 
  8. All'articolo 10 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n.  261,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1: 
      1) le parole da: «e nella misura» fino a:  «non  procurano  al»
sono sostituite dalle seguenti: «in cui il»; 
      2)  dopo  le  parole:  «predetto  servizio»  sono  inserite  le
seguenti: «non ricava dalla fornitura del servizio universale  e  dai
servizi in esclusiva di cui all'articolo 4»; 
    b) al comma  2,  dopo  le  parole:  «licenze  individuali»,  sono
inserite le seguenti: «e di autorizzazione generale»; dopo le parole:
«introiti lordi» sono inserite le seguenti:  «,  relative  a  servizi
sostitutivi di quelli compresi nel servizio universale,»; 
    c) al comma 3, le parole da: « - con riferimento» fino alla  fine
del comma sono soppresse. 
  9. All'articolo 11, comma 1,  del  decreto  legislativo  22  luglio
1999,  n.  261,  le  parole  da:  «delle  comunicazioni»  a:   «della
navigazione  e»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «dello  sviluppo
economico, di concerto, per quanto di rispettiva  competenza,  con  i
Ministri  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  della   salute,
dell'ambiente e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  delle
infrastrutture e dei trasporti,». 
  10. All'articolo 13 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) la rubrica dell'articolo  13  e'  sostituita  dalla  seguente:
«Tariffe  delle  prestazioni  rientranti  nell'ambito  del   servizio
universale»; 
    b) il comma 1 e' soppresso; 
    c) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
  «2. Le tariffe delle prestazioni rientranti nel servizio universale
sono   determinate,   nella   misura   massima,   dall'autorita'   di
regolamentazione, tenuto conto dei costi del servizio e del  recupero
di efficienza. In sede di prima applicazione si fa  riferimento  alle
linee guida di cui alla deliberazione CIPE n.  77  del  29  settembre
2003»; 
    d) al comma 3 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) nell'alinea, le parole: «Le tariffe ed i prezzi  di  cui  ai
commi 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «Le tariffe  di  cui  al
comma 2»  e  la  parola:  «fissati»  e'  sostituita  dalla  seguente:
«fissate»; 
      2) alla lettera b), la parola: «correlati» e' sostituita  dalla
seguente: «correlate»; 
      3) alla lettera c), la parola: «fissati»  e'  sostituita  dalla
seguente: «fissate»; 
      4) alla lettera e), la parola: «discriminatori»  e'  sostituita
dalla seguente: «discriminatorie»; 
    e) il comma 3-bis e' sostituito dal seguente: 
  «3-bis. Qualora  il  fornitore  del  servizio  universale  applichi
prezzi speciali, ad  esempio  per  servizi  prestati  ad  utenti  che
esercitano attivita' commerciali, utenti all'ingrosso o consolidatori
postali per utenti diversi, si applicano i principi di trasparenza  e
non  discriminazione  per  quanto  riguarda  sia  i  prezzi  sia   le
condizioni associate. I prezzi, unitamente alle condizioni associate,
si applicano sia fra i terzi sia  fra  i  terzi  e  i  fornitori  del
servizio universale che forniscono servizi equivalenti. Simili prezzi
devono inoltre essere disponibili  per  gli  utenti,  in  particolare
singoli utenti e piccole e medie imprese, a condizioni simili.»; 
    f) dopo il comma 3-bis, e' aggiunto, in fine, il seguente: 
  «3-ter. In caso di accordi  sulle  spese  terminali  per  la  posta
transfrontaliera  intracomunitaria,   il   fornitore   del   servizio
universale rispetta i seguenti principi: 
    a) fissazione delle spese terminali  in  relazione  ai  costi  di
trattamento  e  di  distribuzione  della  posta  transfrontaliera  in
entrata; 
    b) collegamento dei livelli di remunerazione con la  qualita'  di
servizio fornita; 
    c)   garanzia   di   spese   terminali    trasparenti    e    non
discriminatorie.». 
  11. L'articolo 14 del decreto legislativo 22 luglio 1999,  n.  261,
e' sostituito dal seguente: 
  «Art. 14 (Reclami). - 1.  Il  fornitore  del  servizio  postale  e'
tenuto ad adottare procedure trasparenti, semplici e poco onerose per
la gestione dei reclami degli  utenti,  in  particolare  in  caso  di
smarrimento, furto, danneggiamento o mancato rispetto delle norme  di
qualita' del servizio, ivi comprese le procedure per  determinare  di
chi  sia  la  responsabilita',  qualora  sia  coinvolto  piu'  di  un
operatore,  nonche'  le  procedure  conciliative   in   sede   locale
uniformate ai principi comunitari. E' altresi' fissato il termine per
la trattazione dei  reclami  medesimi  e  per  la  comunicazione  del
relativo esito all'utente. 
  2. Nei casi  in  cui  il  fornitore  del  servizio  e'  chiamato  a
rispondere dei disservizi e' previsto un sistema  di  rimborso  o  di
compensazione. 
  3. Qualora il reclamo non abbia avuto esito ritenuto soddisfacente,
l'interessato puo' rivolgersi, individualmente o in collegamento  con
le  associazioni  nazionali   dei   consumatori   e   degli   utenti,
all'autorita' di regolamentazione. 
  4. E' fatta salva la facolta' di adire l'Autorita'  giurisdizionale
indipendentemente dalla presentazione dei reclami di cui ai commi 1 e
2 ovvero, in  alternativa,  di  attivare  meccanismi  di  risoluzione
extragiudiziale delle controversie, ai sensi del decreto  legislativo
4 marzo 2010, n. 28. 
  5. Il fornitore del servizio universale e le imprese che forniscono
servizi  postali  pubblicano  annualmente  informazioni  relative  al
numero dei reclami ed al modo in cui sono stati gestiti, informandone
l'autorita' di regolamentazione.». 
  12. Dopo l'articolo 14 del decreto legislativo 22 luglio  1999,  n.
261, e' inserito il seguente: 
  «Art. 14-bis (Informazioni). - 1. I fornitori  di  servizi  postali
sono tenuti a comunicare all'autorita' di regolamentazione, anche  in
via  riservata,  osservando  i  tempi  ed  il  livello  di  dettaglio
richiesti, tutte le informazioni, anche di  carattere  finanziario  e
attinenti alla fornitura del  servizio  universale,  necessarie  alle
seguenti finalita': 
    a)  assicurare  il  rispetto  delle  disposizioni  contenute  nel
presente decreto  nonche'  nelle  decisioni  adottate  ai  sensi  del
presente decreto; 
    b) perseguire fini statistici chiaramente definiti. 
  2.  L'autorita'  di  regolamentazione  fornisce  alla   Commissione
europea, previa  richiesta,  informazioni  appropriate  e  pertinenti
necessarie all'esecuzione delle sue funzioni. 
  3. L'autorita' di regolamentazione, qualora  ritenga  riservate  le
informazioni di cui al comma 1, ne  garantisce  la  riservatezza  del
trattamento, in conformita' alle regole comunitarie  e  nazionali  in
materia di riservatezza degli affari.». 
  13. All'articolo 15 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261,
dopo il comma 2, e' aggiunto, in fine, il seguente: 
  «2-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto  di
cui all'articolo 2, comma 18, il fornitore del servizio universale  e
i soggetti esercenti servizi postali di  cui  agli  articoli  5  e  6
contribuiscono  alle  spese  di   funzionamento   dell'autorita'   di
regolamentazione mediante il contributo di cui all'articolo 2,  comma
14, lettera b), del presente decreto.». 
  14. Dopo l'articolo 18 del decreto legislativo 22 luglio  1999,  n.
261, e' inserito il seguente: 
  «Art. 18-bis (Obblighi in materia di condizioni di lavoro). - 1.  I
soggetti esercenti i servizi postali di cui all'articolo 3, commi 11,
5 e  6,  sono  tenuti  al  rispetto  degli  obblighi  in  materia  di
condizioni di lavoro previsti dalla legislazione  nazionale  e  dalla
contrattazione collettiva di lavoro di riferimento.». 
  15. L'articolo 19 del decreto legislativo 22 luglio 1999,  n.  261,
e' sostituito dal seguente: 
  «Art.  19  (Responsabilita').  -  1.  La  responsabilita'  per   la
fornitura  dei  servizi  postali  e'  disciplinata,  per  quanto  non
stabilito dal presente decreto  o  da  disposizioni  speciali,  dalle
norme del codice civile.». 
  16. All'articolo 21 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1: 
      1) le parole: «e dei servizi riservati» sono soppresse; 
      2) le parole: «da euro  cinquemilacentosessantaquattro  a  euro
cinquantunomilaseicentoquarantacinque»    sono    sostituite    dalle
seguenti: «da cinquemila euro a centocinquantamila euro»; 
    b) al comma 2, le parole: «l'autorita' di regolamentazione»  sono
sostituite dalle seguenti: «il Ministero dello sviluppo economico, su
proposta dell'Autorita' di regolamentazione,»; 
    c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
  «3. Chiunque espleti il servizio di cui all'articolo 4 del presente
decreto, attribuito  in  via  esclusiva  al  fornitore  del  servizio
universale, e'  punito  con  sanzione  pecuniaria  amministrativa  da
cinquemila euro a centocinquantamila euro.»; 
    d) al comma 4, le parole: «da euro duemilacinquecentottandadue  a
euro   venticinquemilaottocentoventidue»   sono   sostituite    dalle
seguenti: «da cinquemila euro a centocinquantamila euro»; 
    e) al comma 5, le  parole:  «da  euro  cinquecentosedici  a  euro
cinquemilacentosessantaquattro» sono sostituite dalle  seguenti:  «da
cinquemila euro a centocinquantamila euro»; 
    f) al comma 6, le parole: «da euro millecinquecentoquarantanove a
euro  quindicimilaquattrocentonovantatre»   sono   sostituite   dalle
seguenti: «da cinquemila euro a centomila euro»; 
    g) al comma 7, le  parole:  «da  euro  cinquecentosedici  a  euro
cinquemilacentosessantaquattro» sono sostituite dalle  seguenti:  «da
cinquemila euro a centomila euro»; 
    h) dopo il comma 7, sono inseriti i seguenti: 
  «7-bis. Gli operatori postali che non provvedono, nei termini e con
le modalita' prescritti, alla comunicazione dei documenti, dei dati e
delle  notizie  richiesti  dall'autorita'  di  regolamentazione  sono
puniti  con  sanzione  pecuniaria  amministrativa  da  mille  euro  a
centocinquantamila euro. 
  7-ter. I soggetti che non ottemperano agli ordini  e  alle  diffide
dell'autorita'  di  regolazione,  impartiti  ai  sensi  del  presente
decreto, sono puniti con la  sanzione  pecuniaria  amministrativa  da
diecimila euro a centocinquantamila euro. 
  7-quater. In caso di reiterate violazioni degli  obblighi  inerenti
alle licenze individuali o alle autorizzazioni generali il  Ministero
dello   sviluppo   economico,   su   proposta    dell'autorita'    di
regolamentazione,  puo'  disporre,  previa  diffida,  la  sospensione
ovvero la revoca dell'affidamento del servizio. 
  7-quinquies. Le somme derivanti dall'applicazione delle sanzioni di
cui ai commi 3, 7-bis e 7-ter sono versate all'entrata  del  bilancio
dello Stato per essere riassegnate al fondo di  cui  all'articolo  2,
comma 14, lettera a).»; 
    i) al comma 8,  le  parole:  «agli  organi  del  Ministero  delle
comunicazioni» sono sostituite dalle  seguenti:  «all'autorita',  che
puo',  nell'esercizio  di  tale  potere,   avvalersi   degli   organi
territoriali del Ministero dello sviluppo economico, con modalita' da
stabilire nel regolamento di cui all'articolo 2, comma 16». 
  17. All'articolo 22 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 2: 
      1)  la  parola:  «fissate»  e'   sostituita   dalla   seguente:
«predisposte»; 
      2)  le  parole:  «dal  Ministro   delle   comunicazioni»   sono
sostituite dalle seguenti: «dall'autorita' di regolamentazione»; 
    b) dopo il comma 2, sono aggiunti, in fine, i seguenti: 
  «2-bis.  All'aggiornamento  e  alla  modifica  delle   disposizioni
dell'allegato  al   presente   decreto   legislativo   derivanti   da
aggiornamenti e modifiche della direttiva 97/67/CE  si  provvede  con
decreto del Ministro dello sviluppo economico ai sensi  dell'articolo
11, comma 5, della legge 4 febbraio 2005, n. 11. 
  2-ter. Le disposizioni di cui al presente decreto prevalgono  sulle
disposizioni di cui al decreto legislativo  26  marzo  2010,  n.  59,
recante attuazione della direttiva 2006/123/CE  relativa  ai  servizi
nel mercato interno.». 
  18. L'articolo 23 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261 e'
sostituito dal seguente: 
  «Art. 23 (Norme transitorie). - 1.  Fino  alla  piena  operativita'
dell'Agenzia di cui all'articolo 2, e comunque  non  oltre  due  mesi
dalla data di adozione del decreto di cui al comma  18  del  medesimo
articolo  2,  il  Ministero  dello  sviluppo  economico  continua  ad
esercitare le funzioni di regolamentazione del settore postale. 
  2. Sulla base dei criteri di cui al comma 11  dell'articolo  3,  il
servizio universale e'  affidato  a  Poste  Italiane  S.p.A.  per  un
periodo di quindici anni, a decorrere dalla data di entrata in vigore
del decreto legislativo di attuazione della direttiva 2008/6/CE. Ogni
cinque anni il Ministero dello  sviluppo  economico  verifica,  sulla
base di un'analisi effettuata dall'autorita' di regolamentazione, che
l'affidamento del servizio universale a  Poste  Italiane  S.p.A.  sia
conforme ai criteri di cui alle lettere da a)  ad  f)  del  comma  11
dell'articolo 3 e che nello svolgimento dello stesso si  registri  un
miglioramento di efficienza, sulla  base  di  indicatori  definiti  e
quantificati dall'autorita'. In caso di esito negativo della verifica
di cui al periodo precedente, il Ministero dello  sviluppo  economico
dispone la revoca dell'affidamento. 
  3. Sino all'entrata in vigore dei provvedimenti  dell'autorita'  di
regolamentazione di cui all'articolo 5, comma 4,  e  all'articolo  6,
comma  2,  si  applica  la  disciplina  vigente  al   momento   della
pubblicazione del decreto legislativo di attuazione  della  direttiva
2008/6/CE. 
  4. Sino all'entrata  in  vigore  delle  disposizioni  attuative  in
materia di partecipazione al Fondo di compensazione dei  titolari  di
autorizzazione generale, di cui all'articolo 10, comma 2, continua ad
applicarsi la disciplina vigente al momento della  pubblicazione  del
decreto legislativo di attuazione della direttiva 2008/6/CE. 
  5. Nelle more di eventuali modifiche alle disposizioni  regolatorie
di  settore,  restano  efficaci,  purche'   non   incompatibili,   le
discipline  vigenti  al  momento  della  pubblicazione  del   decreto
legislativo di attuazione della direttiva 2008/6/CE.». 
 
Art. 2 
Disposizioni di coordinamento 
  1. Al comma 2 dell'articolo 211 del decreto legislativo  12  aprile
2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
      «a) "invio postale": l'invio, nella forma definitiva al momento
in cui viene preso in consegna dal fornitore di servizi  postali;  si
tratta, oltre agli invii  di  corrispondenza,  di  libri,  cataloghi,
giornali, periodici e similari nonche' di pacchi  postali  contenenti
merci con o senza valore commerciale;»; 
    b) la lettera b) e' sostituita dalla seguente: 
      «b) "servizi postali": servizi che includono  la  raccolta,  lo
smistamento il trasporto e la distribuzione degli invii postali;». 
  2.  Al  codice  del  processo  amministrativo  di  cui  al  decreto
legislativo 2  luglio  2010,  n.  104,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) all'articolo 119, comma 1, dopo la lettera m) e' aggiunta,  in
fine, la seguente: «m-bis)  le  controversie  aventi  per  oggetto  i
provvedimenti dell' Agenzia nazionale di regolamentazione del settore
postale di cui alla lettera h) del comma  2  dell'articolo  37  della
legge 4 giugno 2010, n. 96, compresi quelli sanzionatori  ed  esclusi
quelli inerenti ai rapporti di impiego,»; 
    b) all'articolo 133, comma 1, dopo la lettera z) e' aggiunta,  in
fine, la seguente: «z-bis) le controversie aventi ad oggetto tutti  i
provvedimenti,  compresi  quelli  sanzionatori  ed   esclusi   quelli
inerenti i rapporti di impiego, adottati  dall'Agenzia  nazionale  di
regolamentazione del settore postale di cui alla lettera h) del comma
2 dell'articolo 37 della legge 4 giugno 2010, n. 96.». 
  3. Con regolamento, da emanare, ai sensi  dell'articolo  17,  comma
4-bis,  della  legge  23  agosto   1988,   n.   400,   e   successive
modificazioni, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, si provvede, senza nuovi o maggiori oneri a  carico
del  bilancio  dello  Stato,  alla  modifica   del   regolamento   di
riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 28  novembre  2008,  n.  197,
tenuto  conto  del  trasferimento  di  funzioni  all'Agenzia  di  cui
all'articolo 2 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n.  261,  come
modificato dal presente decreto. 
 
Art. 3 
Disposizione finanziaria 
  1. Salvo quanto previsto dal comma 2, dall'attuazione del  presente
decreto non devono derivare nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della
finanza pubblica.  Le  Amministrazioni  interessate  provvedono  agli
adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e  finanziarie
disponibili a legislazione vigente. 
  2. Alle minori entrate derivanti  dall'articolo  3,  comma  4,  del
decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, introdotto  dal  comma  3
dell'articolo 1 del presente decreto,  si  provvede  a  valere  sulla
riduzione, a decorrere dall'anno 2013, del contributo statale a Poste
Italiane  Spa  per  lo  svolgimento  degli  obblighi   del   servizio
universale. 
 
Art. 4 
Entrata in vigore 
  1. Il presente  decreto  legislativo  entra  in  vigore  il  giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana. 
  Il presente decreto, munito del sigillo di  Stato,  sara'  inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 31 marzo 2011 

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