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Art. 1 Codice Civile. Capacitą  giuridica.

L'art. 1 del codice civile disciplina la capacità giuridica.

La capacità giuridica è la capacità di una persona di operare nel mondo del diritto, divenendo titolare di diritti e doveri.

La nascita si ha con la separazione del feto dal corpo materno e coincide con l'inizio della respisrazione polmonare individuata con il primo vagito.

La capacità giuridica si perde soltanto al momento della morte. Essa si perde anche a seguito di dichiarazione di morte presunta che produce gli stessi effetti della morte, pur essendo possibile un accertamento contrario.

Focus:

  • Legge 2 febbraio 1975 n. 644: legge sui trapianti. Tale legge fissava come criterio base la c.d. morte cerebrale, ossia la cessazione irreversibile di tutte le attività del sistema nervoso centrale.
  • Legge 29 febbraio 1993 n. 578: ha fornito per la prima volta una definizione dell'evento morte identificandolo con "la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo. ha rimesso alla potestà normativa secondaria l'enucleazione dei criteri di accertamento della morte

Art. 2 Codice Civile. Maggiore etą . Capacitą  di agire.

La maggiore età, ai sensi dell'art. 2 del codice civile, si raggiunge al compimento del diciottesimo anno di età. Al diciottesimo anno di età si raggiunge la consapevolezza della cura dei propri interessi e si è in grado di comprendere il valore degli atti che vengono compiuti.

La capacità di compiere tutti gli atti è la capacità di agire, ossia la possibilità di operare nel mondo del diritto compiendo atti che modificano la propria posizione personale e patrimoniale.

Art. 4 Codice Civile. Commorienza.

L'art. 4 del Codice Civile disciplina il caso in cui non risulti provata la premorienza di una persona all'altra: prevede che tutte si considerano morte nello stesso momento. (1)

L'art. 4 secondo cui quando non risulti provata la premorienza di una persona all'altra, tutte si considerano morte nello stesso momento, prevede soltanto la presunzione legale di non sopravvivenza con la conseguenza che colui il quale afferma la sopravvivenza di una persona, deve dare la prova di tale sopravvivenza in base al principio dell'onere della prova.

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(1) V. Cass. 3 aprile 1962, n. 683: quando un effetto giuridico dipende dalla sopravvivenza di un apersona ad un''altra , chi ne ha interese deve darne la prova e può farlo con tutti i mezzi conentiti, ossia anche mediante le presunzioni legali di cui agli artt. 58 e 61 c.c., che fanno coincidere, fino a prova contraria, la morte con il momento in cui risale l'ultima notizia dell'assente.

Art. 5 Codice Civile. Atti di disposizione del proprio corpo.

L'art. 5 del Codice Civile disciplina il divieto di disporre del proprio corpo nel cao in cui gli atti di disposizione del prorpio corpo (1):

  • cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica;
  • quando siano contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon cotume.

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(1) Argomenti correlati: Procreazione medicalmente assistita ex lege L. n. 40/2004; Consenso al trattamento sanitario ed attività medica; Eutanasia: il diritto alla vita è un diritto indiponibile? V. Cass. pen., 11 luglio 2002, n. 26446; Cass., ord. 20 aprile 2005.

Art. 6 Codice Civile. Diritto al nome.

Il diritto al nome, disciplinato dall'art. 6 del Codice Civile, è riconociuto in quanto il nome è il segno legale distintivo della personalità e tale funzione adempiono i suoi componenti in corripondenza all'idoneità di ciascuno alla funzione di individuazione nella vita sociale e nel commercio giuridico. (1). Il diritto al nome si acquista  al momento della nacita ed in base al rapporto di filiazione (2).

 

Sull'attribuzione del cognome materno V. art. 262 c.c.

Sui "nomi di dominio" si sono contrapposti due orientamenti : secondo un primo indirizzo gurisprudenziale il c.d. "domain name" può essere qualificato come segno distintivo del contenuto di un sito internet e pertanto deve essere assoggettato alla disciplina legale dei segni distintivi (3), secondo altro indirizzo giurisprudenziale i nomi a dominio su internet sono tutelabili a mezzo delle norme del codice civile che disciplinano la concorrenza (4).

 

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(1) V. Cass. 1 febbraio 1962 n. 201.

(2) Sull'utilizzazione protratta nel tempo del nome medesimo V. Cass., 27 luglio 1978, n. 3779 e da ultimo Trib. Napoli, 28 ottobre 2004.

(3) Trib. Teramo, 5 novembre 2002; Trib. Verona 10 gennaio 2001; Trib. Emilia Romagna 30 maggio 2000.

(4) Trib Roma, 18 luglio 2000.

Art. 7 Codice Civile. Tutela del diritto al nome.

 

L'art. 7 del Codice Civile disciplina la modalità di tutela del diritto al nome: è possibile chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo ed il risarcmento del danno. La giurisprudenza ha da tempo chiarito che la tutela prevista dall'art. 7 del codice civile è esercitabile anche se viene fatto un uso indebito di solo una parte del cognome: non è necessario che il nome altrui venga usurpato nella sua interezza in quanto anche l'uso indebito di solo una parte del cognome può costituire elemento sufficiente per ottenere l'inibitoria (1).

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(1) V. Cass. 22 ottobre 1984 n. 5343.

Art. 8 Codice Civile. Tutela del nome per ragioni familiari.

L'art. 8 del Codice Civile estende la tutela del nome  anche per chi abbi aun interesse fondato  su ragioni familiari degne di essere protette.

Art. 9 Codice Civile. Tutela dello pseudonimo.

Allo pseudonimo viene riconociuta la medesima tutela del nome purchè abbia acquistato la stessa importanza del nome. 

Art. 10 Codice Civile. Abuso dell'immagine altrui.

Qualora l'immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l'esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita (1), ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l'autorità giudiziaria [ art. 9 c.p.c.] su richiesta dell'interessato, può disporre che cessi l'abuso, salvo il risarcimento dei danni [art.  2056 c.c.].

Art. 12 Codice Civile. Persone giuridiche private.

[Le associazioni, le fondazioni [art.14 c.c.] e le altre istituzioni di carattere privato [art. 863 c.c.] acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento [c.c. 15, 33, 41, 2570] concesso con decreto del Presidente della Repubblica [c.c. 600, 786, 977] (1).

Art. 13 Codice Civile. Societą .

Le società sono regolate dalle disposizioni contenute nel libro V [artt.2200, 2247, 2642 c.c.; art. 99 disp. att. c.c.].

Art. 14 Codice Civile. Atto costitutivo.

Le associazioni e le fondazioni [art. 12, 28, 33 c.c.; art. 2 disp. att. c.c.] devono essere costituite con atto pubblico [artt. 16, 33, 1350, n. 13, 2699 c.c.].

Art. 15 Codice Civile. Revoca dell'atto costitutivo della fondazione.

L'atto di fondazione può essere revocato dal fondatore fino a quando non sia intervenuto il riconoscimento [art. 12 c.c.] ovvero il fondatore non abbia fatto iniziare l'attività dell'opera da lui disposta [artt. 786, 2331c.c.].

Art. 16 Codice Civile. Atto costitutivo e statuto. Modificazioni.

L'atto costitutivo e lo statuto [artt. 14, 23, 24, 27, 34 c.c.] devono contenere la denominazione dell'ente, l'indicazione dello scopo, del patrimonio e della sede, [c.c. 46], nonché le norme sull'ordinamento e sull'amministrazione [artt. 25, 28 c.c.]. Devono anche determinare, quando trattasi di associazioni, i diritti e gli obblighi degli associati e le condizioni della loro ammissione; e, quando trattasi di fondazioni, i criteri e le modalità di erogazione delle rendite.

Art. 17 Codice Civile. Acquisto di immobili e accettazione di donazioni, ereditą  e legati.

[La persona giuridica non può acquistare beni immobili [art 812 c.c.], né accettare donazioni o eredità, né conseguire legati [art. 649 c.c.] senza l'autorizzazione governativa [artt. 473, 782 c.c.] (2).

Art. 18 Codice Civile. Responsabilitą  degli amministratori.

Gli amministratori [artt. 33, 34 c.c.] sono responsabili verso l'ente secondo le norme del mandato [art. 1710 c.c.]. È però esente da responsabilità quello degli amministratori il quale non abbia partecipato all'atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a cognizione che l'atto si stava per compiere, egli non abbia fatto constare del proprio dissenso [artt. 22, 25, 29, 2260, 2392, 2941, n. 7 c.c.].

Art. 19 Codice Civile. Limitazioni del potere di rappresentanza.

Le limitazioni del potere di rappresentanza, che non risultano dal registro indicato nell'articolo 33, non possono essere opposte ai terzi, salvo che si provi che essi ne erano a conoscenza [artt. 25, 34, 1387, 1396, 2193, 2207, 2298, 2384 c.c.].

Art. 20 Codice Civile. Convocazione dell'assemblea delle associazioni.

L'assemblea delle associazioni deve essere convocata dagli amministratori una volta l'anno per l'approvazione del bilancio [art. 2364, n. 1 c.c.].

Art. 21 Codice Civile. Deliberazioni dell'assemblea.

Le deliberazioni dell'assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati [art. 2368 c.c.]. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti [art. 2369 c.c.]. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità [art. 22 c.c.] gli amministratori non hanno voto [art. 2373 c.c.].

Art. 22 Codice Civile. Azioni di responsabilitą  contro gli amministratori.

Le azioni di responsabilità contro gli amministratori delle associazioni per fatti da loro compiuti [art. 18 c.c.] sono deliberate dall'assemblea [artt. 21, 2393 c.c.] e sono esercitate dai nuovi amministratori o dai liquidatori [artt. 25, 29, 2941, n. 7 c.c.].

Art. 23 Codice Civile. Annullamento e sospensione delle deliberazioni.

Le deliberazioni dell'assemblea contrarie alla legge, all'atto costitutivo o allo statuto [art. 16 c.c.] possono essere annullate, su istanza degli organi dell'ente, di qualunque associato o del pubblico ministero [artt. 25, 1109, 1137, 2377 c.c.; art. 69 c.p.c.].

Art. 24 Codice Civile. Recesso ed esclusione degli associati.

La qualità di associato non è trasmissibile, salvo che la trasmissione sia consentita dall'atto costitutivo o dallo statuto [artt. 16, 2284, 2322 c.c.].

Art. 25 Codice Civile. Controllo sull'amministrazione delle fondazioni.

L'autorità governativa (1) esercita il controllo e la vigilanza sull'amministrazione delle fondazioni [art. 16 c.c.]; provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell'atto di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme imperative, all'atto di fondazione, all'ordine pubblico o al buon costume [art. 31 preleggi]; può sciogliere l'amministrazione e nominare un commissario straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in conformità dello statuto o dello scopo della fondazione o della legge.

Art. 26 Codice Civile. Coordinamento di attivitą  e unificazione di amministrazione.

L'autorità governativa (1) può disporre il coordinamento dell'attività di più fondazioni ovvero l'unificazione della loro amministrazione, rispettando, per quanto è possibile, la volontà del fondatore [c.c. 28].

Art. 27 Codice Civile. Estinzione della persona giuridica.

Oltre che per le cause previste nell'atto costitutivo e nello statuto [art. 16 c.c.], la persona giuridica si estingue quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile [artt. 28, 2272, n. 2 c.c.].

Art. 28 Codice Civile. Trasformazione delle fondazioni.

Quando lo scopo è esaurito o divenuto impossibile o di scarsa utilità, o il patrimonio è divenuto insufficiente, l'autorità governativa (1), anziché dichiarare estinta la fondazione, può provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno possibile dalla volontà del fondatore [artt. 16, 26, 27 c.c.; art. 10 disp. att. c.c.].

Art. 29 Codice Civile. Divieto di nuove operazioni.

Gli amministratori non possono compiere nuove operazioni, appena è stato loro comunicato il provvedimento che dichiara l'estinzione della persona giuridica [art. 27 c.c.] o il provvedimento con cui l'autorità, a norma di legge, ha ordinato lo scioglimento dell'associazione, o appena è stata adottata dall'assemblea la deliberazione di scioglimento dell'associazione medesima [art. 21 c.c.]. Qualora trasgrediscano a questo divieto, assumono responsabilità personale e solidale [artt. 18, 22, 33, 1292, 2279, 2449 c.c.].

Art. 30 Codice Civile. Liquidazione.

Dichiarata l'estinzione della persona giuridica [art. 27 c.c.] o disposto lo scioglimento dell'associazione [artt. 21, 34 c.c.], si procede alla liquidazione del patrimonio secondo le norme di attuazione del codice [art. 31 c.c.; art. 11disp. att. c.c.] (1).

Art. 31 Codice Civile. Devoluzione dei beni.

I beni della persona giuridica, che restano dopo esaurita la liquidazione [art. 30 c.c.], sono devoluti in conformità dell'atto costitutivo o dello statuto [art. 16 c.c.].

Art. 32 Codice Civile. Devoluzione dei beni con destinazione particolare.

Nel caso di trasformazione o di scioglimento di un ente, al quale sono stati donati o lasciati beni con destinazione a scopo diverso da quello proprio dell'ente [c.c. 16], l'autorità governativa (1) devolve tali beni, con lo stesso onere, ad altre persone giuridiche che hanno fini analoghi [artt. 28, 31, 42 c.c.; art. 15 disp. att. c.c.].

Art. 35 Codice Civile. Disposizione penale.

Gli amministratori e i liquidatori che non richiedono le iscrizioni prescritte [dagli articoli 33 e 34, nel termine e secondo le modalità stabiliti dalle norme di attuazione del codice,] (1) sono puniti con l'ammenda da euro 10 a euro 516 (2).

Art. 36 Codice Civile. Ordinamento e amministrazione delle associazioni non riconosciute.

L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche [artt. 12, 600 c.c.] sono regolati dagli accordi degli associati.

Art. 37 Codice Civile. Fondo comune.

I contributi degli associati e i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo comune dell'associazione [art. 38 c.c.]. Finché questa dura, i singoli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune, né pretendere la quota in caso di recesso [art. 24 c.c.].

Art. 38 Codice Civile. Obbligazioni.

Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune [art. 37 c.c.]. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente [art. 1292 c.c.] le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione [artt. 33, 41, 2267, 2317, 2320, 2331, 2508, 2615 c.c.].

Art. 39 Codice Civile. Comitati.

I comitati di soccorso o di beneficenza e i comitati promotori di opere pubbliche, monumenti, esposizioni, mostre, festeggiamenti e simili sono regolati dalle disposizioni seguenti, salvo quanto è stabilito nelle leggi speciali.

Art. 40 Codice Civile. Responsabilitą  degli organizzatori.

Gli organizzatori e coloro che assumono la gestione dei fondi raccolti sono responsabili personalmente e solidalmente [art. 1292 c.c.] della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo annunziato.

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